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Pisa

Misericordia, vendesi sede per pagare parte dei debiti

Misericordia, vendesi sede per pagare parte dei debiti

Nel piano del Governatore anche la cessione dell’immobile oltre ai 40 licenziati I sindacati chiedono il rinnovo dei contratti di solidarietà. Stasera assemblea

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PISA. Lavoratori della Misericordia in assemblea stasera alle 21. All’ordine del giorno la situazione occupazionale, la speranza di coinvolgere ancora le istituzioni e procedere nelle iniziative di mobilitazione sospese.

È stato un fallimento l’incontro di lunedì tra il Governatore Luigi Marchetti e le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Fpl Uil per riprendere il tavolo di trattative previsto dopo la procedura di raffreddamento attivata dal prefetto il 26 aprile.

«Alla presenza del prefetto, come organizzazioni sindacali confederali, avevamo sospeso la proclamazione dello sciopero su un mandato avuto dall'assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori – spiega Michele Orsi della Cgil –. Il Governatore della Misericordia e chi lo accompagnava, si erano impegnati a una rapida convocazione di un tavolo, dopo due mesi, e si erano impegnati a discutere il prolungamento del contratto di solidarietà in scadenza a fine giugno».

Il Governatore della Misericordia si è presentato al tavolo presentando il bilancio consuntivo 2012. I numeri descrivono una situazione patrimoniale pesantissima con un debito consolidato di oltre 11 milioni di euro e uno sbilancio di diverse centinaia di migliaia di euro.

«Il Governatore ha conseguentemente avanzato l'intenzione, da perseguire con la massima urgenza, di dismettere l'edificio che ospita l'attuale sede e di ridurre i dipendenti al minimo indispensabile mantenendo il personale solo in alcuni servizi e in parte dell'amministrazione – prosegue il sindacalista –. La riduzione del personale riguarderebbe circa il 67% degli attuali lavoratori. Oltre 40 lavoratori e lavoratrici perderebbero il posto di lavoro. Alla conferma di questa intenzione abbiamo interrotto l'incontro e rotto la trattativa, se trattativa definirla».

Per i sindacati l'atteggiamento e il comportamento della Misericordia sono inaccettabili. «Al tavolo della prefettura avevano assunto degli impegni completamente disattesi inoltre in ogni occasione avevano ripetuto la volontà di non mandare a casa nessuno – conclude Orsi –. Chi ha gestito da anni l'associazione ha pesantissime responsabilità della situazione drammatica, consolidata e, ora, incancrenita. L'ultima delle quali è stata lo scriteriato e scellerato abbandono del servizio di trasporto sociale e del trasporto ospedaliero interno. Chiediamo che la Misericordia, il Governatore, il Magistrato e tutti i soggetti interessati tornino ad assumersi la responsabilità di perseguire gli impegni assunti rinnovando il contratto di solidarietà e presentando e attivando un piano industriale di rilancio delle attività che sia credibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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