Finanza
Una scuola per formare imprenditori
Mazzeo, dirigente Pd, titolare di azienda e possibile futuro assessore: Università decisive per tradurre le idee in lavoro
PISA. Attrarre l’industria, la grande industria. E creare “in casa” una nuova classe imprenditoriale. Sono queste, anche queste, le prospettive alle quali deve guardare Pisa. «Il sistema dei servizi è una caratteristica qualificante della città e una delle ragioni per cui la crisi qui si è avvertita un po’ meno. Ma occorre ragionare sul medio-lungo periodo ed essere consapevoli che i posti nel pubblico saranno sempre meno. L’alternativa dobbiamo cominciare a crearla ora». Chi propone questa ricetta è Antonio Mazzeo, consigliere comunale uscente e responsabile provinciale dell’organizzazione del Pd. Mazzeo, 36 anni, è un giovane imprenditore: l’azienda di cui è presidente è la Winmedical, che realizza sistemi biomedicali per migliorare la vita dei pazienti. Nata come spin-off della Scuola Sant'Anna, ha sede nel polo tecnologico di Navacchio e venti dipendenti. Su economia e lavoro, quello di Mazzeo è il punto di vista di chi è impegnato direttamente sul campo.
Mazzeo, mettiamo in fila un po’ di parole: Pisa, ricerca,innovazione, aziende e posti di lavoro. I conti tornano?
«Oggi la ricerca è un servizio principalmente legato all’Università e al suo indotto. Superare questo modello è fondamentale per creare un humus maggiormente proficuo per la nascita di nuove aziende e il consolidamento delle attuali. La semplice assegnazione di più zone all’industria è un presupposto urbanistico ormai obsoleto. Le aziende vanno dove trovano servizi specializzati».
Da tempo a Pisa si parla di questo, ma ora cosa si può fare di nuovo e di diverso?
«Si tratta di riportare la grande impresa, che qui può trovare infrastrutture, “cervelli” e un tessuto socio-economico in grado di recepire. In che modo? Anzitutto con più semplificazione: serve un vero sportello unico. Un solo interfaccia contro la burocrazia pesante».
Basta questo?
«Certo che no. La grande impresa ha bisogno di avere intorno aziende più piccole con idee valide sulle quali impostare strategie e fare business. Questo è il valore in più di Pisa grazie alle sue eccellenze universitarie e di ricerca».
Sarebbe il salto di qualità invocato per i tanti spin-off che non decollano…
«Non decollano perché qui si formano manager di valore, ma servirebbe anche una scuola per creare imprenditori. Il Sant’Anna fa qualcosa di simile a Volterra: dovrebbe impostare corsi appositi anche a Pisa. La stessa Università ha tutte le competenze per questo tipo di profilo. Se gli spin-off non crescono è perché mancano qualità imprenditoriali. Ovvero come tradurre le idee in valore».
Ma non ci sono i poli tecnologici per questo?
«Ce ne sono tre, ma sarebbe meglio averne uno veramente forte per non disperdere le idee che vi si formano. Il polo in costruzione attraverso il recupero dei Vecchi Macelli e delle ex stallette, con gli spazi per gli incubatori d’impresa, avrebbe tutte le caratteristiche per fungere da cabina di regia. Mentre i poli esistenti potrebbero evolvere verso compiti più settoriali».
Ma come si convincono le grandi aziende a scegliere Pisa anziché un altro posto?
«Bisogna andare a parlare direttamente con i big, fare un’azione di marketing convinta. Università, Comune e Regione parlino di più tra loro, facciano sistema: sarebbe una carta vincente».
Il lavoro che manca è però una questione molto attuale, un’emergenza…
«Infatti le strade da percorrere sono due: abbiamo parlato delle prospettive, ma sono necessarie, subito, anche forme alternative di sostegno per le situazioni più difficili».
Fronte politico: lei, con Federico Gelli, è il leader dei renziani sul territorio: perché in città non ci sono state le stesse tensioni nazionali dentro il Pd?
«Semplicemente perché a Pisa la situazione è diversa, con una dirigenza giovane e rinnovata che, pur nelle diverse sensibilità, ha messo da parte i personalismi. Anche Marco Filippeschi si è comportato in questo modo: ha guardato i contenuti, non le persone e basta. Il partito qui è univoco».
Spieghi perché un pisano dovrebbe votare Filippeschi il 26 e 27 maggio ...
«Per quello che siamo riusciti a fare: opere importanti (Piuss, mura, Corso Italia) in una città più vivibile. Siccome c’è ancora tanto da fare, ma abbiamo già dato dimostrazione di saper sviluppare Pisa, a maggior ragione meritiamo una conferma».
E poi Mazzeo entrerà in giunta come nuovo assessore al bilancio…
«Ora bisogna vincere le elezioni. Spero, e credo per quello che sento in giro, che si possa riuscirci già al primo turno, senza sottovalutare comunque nessuna delle proposte alternative. Per il resto, se il partito e il sindaco dovessero fare il mio nome valuteremo insieme cosa fare».
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