Il Tirreno

Pisa

Misericordia, dichiarati oltre quaranta esuberi

di Pietro Barghigiani
Misericordia, dichiarati oltre quaranta esuberi

I vertici hanno comunicato a Cgil, Cisl e Uil il taglio di due terzi del personale Salta la trattativa per i contratti di solidarietà. Sit-in di protesta dei lavoratori

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PISA. È durato poco più di un quarto d’ora l’incontro tra Cgil, Cisl e Uil e i vertici della Misericordia sulla riorganizzazione del personale della Confraternita guidata dal commercialista, Luigi Marchetti.

Quando i sindacalisti hanno avuto i numeri su debito e e rimedi per abbattere il disavanzo di oltre 11 milioni di euro, si sono alzati e hanno lasciato il tavolo.

La proposta che ha fatto saltare l’incontro prevede almeno una quarantina di licenziamenti su un organico di 65 dipendenti.

Un’ipotesi inaccettabile per i sindacati che si rimetteranno alla volontà dell’assemblea dei lavoratori per decidere quali forme di dissenso adottare nei prossimi giorni.

«Dopo l’incontro in prefettura c’era stata un’apertura della Misericordia sui contratti di solidarietà – spiega Michele Orsi della Cgil –. Al tavolo delle trattative oggi (ieri, ndr) gli amministratori si sono presentati con una soluzione che prevede un taglio di almeno i due terzi della forza lavoro. Di fronte a una proposta del genere, che non era contemplata nell’accordo firmato in prefettura per la ripresa delle trattative, ci siamo allontanati dal tavolo».

Intanto, ieri alle 18 si è svolto un sit-in di protesta di alcuni lavoratori della Misericordia davanti alla sede della Confraternita durante l’incontro tra Cgil. Cisl e Uil e i vertici dell’associazione.

«Siamo alle battute finali – affermano i manifestanti –. L'incontro si intuisce decisivo per noi lavoratori dello storico ente. Ci chiediamo se la contrattazione si svolgerà in maniera trasparente visto che in passato l'atteggiamento adottato è stato sempre elusivo. Lo scopo, l'abbiamo purtroppo capito, è fare dei dipendenti il capro espiatorio del dissesto della Misericordia senza perseguire strade alternative di rilancio e valorizzazione del patrimonio umano e professionale che essi rappresentano. Noi lavoratori della Misericordia siamo una risorsa e non ci stiamo ad essere additati come "il problema". Chiediamo chiarezza sulle passate responsabilità più volte taciute e nascoste. Chiediamo, con la nostra civile protesta che il nostro futuro sia discusso senza ulteriori sotterfugi».

Stamani i vertici incontreranno i Cobas che non avevano firmato l’intesa in prefettura sulla ripartenza del dialogo poi naufragata nel tardo pomeriggio con il progetto della Misericordia di ridurre di oltre il sessanta per cento l’organico. Accusano: «I vertici della Misericordia hanno preso in giro la città e i lavoratori, hanno accumulato un debito sul quale la magistratura deve fare chiarezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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