Sicurezza
«Imprenditori suicidi per la crisi? Sono omicidi di Stato»
Romano Pucci, neo presidente di Confartigianato Pisa, scrive una lettera aperta al Capo dello Stato: «Servono riforme, non possiamo più aspettare»
È presidente di Confartigianato Pisa da nemmeno un mese e si è fatto subito sentire. Romano Pucci (nella foto) ha deciso di rompere subito gli indugi e, presa carta e penna, ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una lettera di denuncia nei confronti dello Stato e in favore di quegli imprenditori che ogni giorno si adoperano in mille modi per far andare avanti il nostro Paese. In particolare, in favore di quegli imprenditori che non ce l’hanno fatta e, presi dalla disperazione, si sono suicidati.
«Mi rivolgo a Lei - si legge nella lettera - perché oltre ad essere il Capo di Stato è l’unico nel quale possiamo fare affidamento e nel quale noi italiani riponiamo la nostra incondizionata stima e fiducia».
«Le scrivo - prosegue la lettera – sui fatti drammatici riguardanti le numerose morti di imprenditori, per lo più titolari di piccole imprese che da sempre sono il motore dell’Italia, che le statistiche classificano come suicidi, ma che qualcuno ha definito “omicidi di Stato”».
«Perché? - scrive Pucci - Perché, molto spesso, questi imprenditori avevano crediti dallo Stato, inteso nelle sue più ampie articolazioni: ministeri, enti locali, aziende sanitarie, ex municipalizzate e via dicendo».
Pucci evidenzia come lo Stato non sia più in grado di agevolare l’attività delle imprese ma, viceversa, ponga mille ostacoli sul loro cammino: dalla burocrazia agli alti costi della politica, dal mancato pagamento di lavori e servizi svolti per conto dello Stato a causa del Patto di stabilità alla mancata realizzazione delle riforme.
Alcuni, troppi imprenditori - scrive Pucci - «non ce l’hanno fatta. Ma quanti ancora non ce la faranno? Quanti ancora dovranno arrivare a questi gesti estremi prima che lo Sato si accorga di loro? A quanti suicidi dovremo ancora assistere prima che lo Stato si renda conto che, forse, è corresponsabile di queste morti poiché non ha creato le condizioni necessarie affinché gli imprenditori potessero continuare ad intraprendere?».
«Per vedere un intervento forte dello Stato in favore di noi piccoli imprenditori - prosegue Pucci - e, quindi, fermare questa sequela di suicidi, dobbiamo forse aspettare che qualcuno, improvvidamente, decida di citare in giudizio lo Stato per omicidio colposo?».
«Noi piccoli imprenditori - si legge nella lettera - ce la metteremo tutta per restituire dignità e soprattutto un futuro al Paese. Viceversa, Suo tramite, chiediamo alle istituzioni, al presidente Letta, al Governo, al Parlamento e alla politica tutta un vero cambio di marcia: riforme, riduzione drastica della burocrazia, riduzione del costo del lavoro e dell'imposizione fiscale, tempi certi dei pagamenti e della giustizia, ma, soprattutto, particolare attenzione al mondo che rappresentiamo che, mi permetto di dire, è sano, operoso, generoso e portatore di sani principi quali l'impegno, il senso del dovere, il merito, il pragmatismo del fare e il rispetto dell'altro».
A seguito della lettera inviata da Pucci al Presidente Napolitano, la Confartigianato di Pisa ha deciso di potenziare una attività che già svolge da tempo, creando uno sportello specifico che ha chiamato “S.O.S.Tengo”.
«S.O.S.Tengo - ha spiegato il direttore Paolo Margheri - è uno sportello dentro l’associazione cui si possono rivolgere tutti i nostri associati per avere prime consulenze gratuite legali, finanziarie, fiscali, etc., nonché un valido supporto psicologico di fronte a situazioni emergenziali o comunque particolarmente complesse. A tale proposito abbiamo stipulato accordi diretti con alcuni psicologi ai quali potranno rivolgersi gli associati, che ovviamente vedranno garantito l’anonimato e la più totale riservatezza dettata dal segreto professionale».
«Inoltre - ha concluso Margheri - “S.O.S.Tengo” offre agli associati una prima consulenza gratuita di un pool di avvocati che abbiamo appositamente deciso di chiamare “Avvocati di strada”, a significare che porranno particolare attenzione a tutte quelle situazioni difficili e complesse con le quali oggi, purtroppo, devono confrontarsi molte imprese».
Per informazioni consultare il sito www.confartigianato.pisa.it oppure chiamare lo 050 3160101.
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