Il dolore
La Finanza: scoperta una falsa cieca
Denunciata per truffa allo Stato, dovrà restituire 66.000 euro. È la madre di Juri Sbrana ex vicesindaco pd di San Giuliano
SAN GIULIANO TERME. Dal 2003 ha percepito una indennità di accompagnamento per cecità assoluta, ma per la Guardia di Finanza sarebbe una falsa invalida.
Nei guai è finita una donna di 55 anni, sposata, con figli, residente del Comune di San Giuliano. Si chiama Lorella Barbuti ed è la madre di Juri Sbrana, ex vicesindaco del paese termale, in quota al Partito democratico, dimessosi adducendo motivi di salute alcune settimane fa.
Alla donna le Fiamme Gialle contestano il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, nell'ambito di una articolata e complessa indagine coordinata dalla Procura di Pisa, in materia di spesa pubblica a tutela delle uscite del bilancio locale e nazionale. Il pubblico ministero è il dottor Giovanni Porpora.
Denunciato anche un medico, un professionista toscano. Lo specialista, sempre secondo la Finanza, avrebbe redatto false certificazioni attestanti lo stato di cecità assoluta della donna e tali da permetterle di ottenere l'assegno di accompagnamento. Oltre 66mila euro dal 2003. Soldi, sempre secondo gli inquirenti, percepiti illegalmente.
La donna, inoltre, approfittando dei benefici previsti dalla legge, sempre secondo la Procura, sarebbe riuscita a farsi assumere come centralinista da una società. Quindi una invalida vera per lo Stato Italiano, ma non per i finanzieri pisani che contestano alla 55enne «di eseguire con la massima disinvoltura anche le minime attività quotidiane - si legge in una nota inviata dal comando provinciale ai giornali - in completa autonomia e senza alcun tipo di ausilio di strumenti idonei per un soggetto con tale invalidità. Comportamenti assolutamente incompatibili con la grave patologia della cecità».
Accuse supportate da materiale video (il volto della donna è oscurato) nel quale la Guardia di Finanza, su disposizione del pubblico ministero, ha ripreso la 55enne mentre cammina per strada come una persona normale senza alcun ausilio tipico di chi non è in grado di vedere, mentre sfoglia un giornale seduta ad una scrivania, mentre appunta qualcosa su un foglio, mentre si muove con disinvoltura e naturalezza di fronte al bancone di un bar, mentre si esibisce ballando su un palco in un luogo pubblico.
Ma non è tutto. La Fiamme Gialle puntano il dito anche su altre presunte attività messe in atto dall'indagata: come aver dato una mano in più di una occasione ad alcuni conoscenti, titolari di una attività commerciale nel Pisano, nella vendita di capi di abbigliamento. Insomma di aver fatto la commessa, quindi consigliando i clienti nell'acquisto, mansione che secondo la Procura non può essere svolta da una invalida con cecità assoluta.
Sempre nell'ambito della stessa inchiesta, la Procura ha disposto il sequestro cautelativo dei beni della donna necessari a risarcire il presunto danno subito dall'erario.
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