Gioco
Clamoroso a Calci Rifondazione dice no al piano strutturale
Il capogruppo Paffetti: il documento privilegia Pisa e le nuove condotte idriche saranno pagate dai cittadini
CALCI. Clamorosa rottura in consiglio comunale all’interno della maggioranza, guidata dal sindaco Bruno Possenti.
Il nodo del contendere è una presunta posizione troppo favorevole agli interessi della città di Pisa rispetto a quelli del Comune della Valgraziosa, e alle ripercussioni che potrebbe avere sui cittadini la sostituzione delle condotte idriche.
Sul documento preliminare al piano strutturale di area pisana Fabio Paffetti, capogruppo di Rifondazione e dei Comunisti italiani, ha votato contro così come i tre consiglieri di “Calci nel cuore”.
Invece, e questa è un’altra sorpresa, i due rappresentanti di “Una valle un sogno”, lista riconducibile al centrodestra, si sono espressi a favore della giunta.
Paffetti negli ultimi tempi si è dimostrato molto critico su certe scelte operate dalla maggioranza.
E oggi spiega al nostro giornale: «Il “no” è motivato al documento delineato sull’area urbana di 300mila abitanti, formata da sei comuni, ma che privilegia Pisa ed i suoi interessi, invece di pensare ad un’area più omogenea capace di valorizzare le diverse comunità che ne fanno parte».
Secondo il capogruppo di Rifondazione «si parla ad esempio di opere come il People Mover anziché affrontare alla radice i problemi di mobilità d’area al fine di favorire un turismo sostenibile che sia utile per realtà come Calci e la Certosa. In particolare – sottolinea Paffetti – non va bene il modo con cui vengono trattati i beni comuni».
In concreto? «Dagli allegati si evince ad esempio che per sostituire tutte le condotte idriche dell’area, si prevede un aumento delle tariffe che porterà a far pagare, nel tempo, più di 200 euro rispetto ad oggi. Scaricando insomma sui cittadini, in barba ai referendum del 2011, i costi degli investimenti che dovrebbero fare i gestori idrici. Si scopre inoltre che parte dell’organico che differenziamo andrà in discarica o al termovalorizzatore mentre la Vallegraziosa al contrario aderisce a “rifiuti zero” e la nostra amministrazione sprona ad incrementare la raccolta differenziata».
Paffetti ribadisce quindi: «Il dissenso è profondo contro il piano pieno di contraddizioni che non tutela Calci e le sue specificità e non coincide affatto con la nostra idea di una rete di comunità locali».
Prematuro, al momento, valutare se ci sia l’intendimento di porre fine anzitempo alla collaborazione con il Partito democratico e le altre forze che sono espressione “Per un nuovo centrosinistra”.
Varrebbe che la coalizione tiene nonostante i … mali di pancia.
Non è sfuggita comunque agli osservatori politici la riunione, che si è tenuta alla Casa del Popolo, indetta dal Sel, che alle elezioni dello scorso febbraio ha ottenuto qui un rotondo 7% di percentuale, ma all’ombra del Monte Serra e della Verruca è andato bene anche Ingroia, superando in scioltezza la soglia del 4%.
Se si tiene conto dell’exploit del Movimento 5 Stelle, accreditato di oltre il 24%, in una ipotetica somma (tutta da verificare, ben inteso) si otterrebbe un 35%, e anche di più: ciò significherebbe la maggioranza.
In ogni caso lo stesso Ghimenti, leader del partito di Nichi Vendola, e Mario Pellegrini, assessore di Rifondazione, sono entrambi assessori della giunta di Possenti e ribadiscono lealtà al sindaco.
E’ stato Possenti ad illustrare, nella seduta del consiglio comunale, il piano strutturale dell’area pisana per i comuni di Calci, Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano e Pisa chiedendo l’approvazione del documento preliminare di indirizzo con l’integrazione dell’avvio del procedimento.
Questo ha provocato il dissenso del capogruppo della sinistra radicale, davvero imprevedibile alla luce dei voti espressi fino a poco tempo fa ma ampiamente motivato dalle dichiarazioni del capogruppo di Rifondazione.
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