Il dolore
Oggi corteo di solidarietà col centro sociale Newroz
Antagonisti in piazza dopo l’attentato incendiario alla sede di via Garibaldi «È stato un gesto di natura politica contro un baluardo delle lotte sociali»
PISA. Il mondo dell'antagonismo (e non solo) si stringe intorno al Newroz.
Dopo l'attentato incendiario di domenica scorsa, i militanti dello storico centro sociale di via Garibaldi, insieme a tantissime altre realtà associative, politiche e sociali provenienti da tutta Italia, questo pomeriggio scenderanno in piazza per «reagire alle intimidazioni che hanno inutilmente provato ad impaurire chi in questa città si oppone e lotta contro i poteri forti e le speculazioni».
“Ci sono cose che non bruciano”: è questo l'appello con il quale gli attivisti del centro hanno lanciato il corteo che oggi attraverserà tutto il centro cittadino in segno di solidarietà con gli attivisti pisani vittime dell’attentato.
«Una “marcia popolare”», la definiscono i militanti del Newroz che partirà alle 16 da piazza Sant'Antonio e si snoderà lungo tutto il centro cittadino terminando in piazza San Silvestro.
Giovedì sera intanto centinaia di persone si sono ritrovate ancora una volta allo spazio autogestito di via Garibaldi per un'assemblea.
Nel corso dell’incontro è stata «ribadita unitariamente la matrice politica» dell'attentato che ha semidistrutto il centro che da 14 anni rappresenta il baluardo della sinistra antagonista, delle lotte universitarie e per il diritto alla casa.
«Attaccare un centro sociale è un atto politico», dicono gli attivisti del Newroz rispedendo «al mittente – si legge in una nota - sia le gravissime dichiarazioni del presidente della Provincia Andrea Pieroni, che avalla l'assurdo investigativo di “incendio per dispetto” (una delle piste principali che stanno seguendo gli investigatori: un tentativo di furto finito male, nda), sia quelle del Partito democratico, che prova ad equiparare il vile attentato incendiario al centro sociale alle manifestazioni di piazza di quest'autunno».
Secondo i militanti del Newroz, la matrice dell’attentato è di altra natura. Una natura politica, appunto, un attentato messo in atto per colpire chi è contro il sistema.
«È chiaro – sostengono i militanti del Newroz - sia il tentativo di “minimizzare” l'accaduto, sia quello di rimuovere le cause di quest'attentato: essere con e dalla parte di chi resiste, di chi prova a costruire un'altra città, di chi si oppone».
La realtà per i militanti del Newroz è che chi ha appiccato il fuoco al centro sociale aveva un obiettivo preciso: «Voleva colpire uno spazio fisico, tassello di quell'altra città possibile che si costruisce sulla partecipazione, sulla condivisione, sulla messa in comune voleva e punire il coraggio delle lotte sociali».
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