Il Tirreno

Pisa

Ex calciatore condannato a quattro mesi

Ricariche Postepay, Samuele Grassi è stato giudicato a Firenze per appropriazione indebita

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PISA. Meno di un mese fa c’era stata l’ultima sentenza, a Lucca, nei confronti dell’ex giocatore nerazzurro Samuele Grassi.

E il 30 aprile ne è arrivata un’altra, a Firenze, per appropriazione indebita. Il tribunale del capoluogo di Regione lo ha condannato a 4 mesi di reclusione, al risarcimento nei confronti della vittima del raggiro di un importo pari a 1.000 euro (più i 900 euro della parcella del legale di quest’ultima), ad una multa di 100 euro, e al pagamento delle spese processuali. Al momento della pubblicazione delle motivazioni della sentenza (massimo 90 giorni) le sopra citate cifre saranno immediatamente esigibili.

Grassi non era presente e il suo difensore è stato nominato d'ufficio. La persona truffata, il titolare di una nota tabacchieria di Firenze, era assistita dall’avvocato Isabella Geraci Isabella del foro di Firenze. Il magistrato che ha giudicato il caso è il dottor Calamandrei.

Il fatto risale al giugno del 2011: Grassi si era fatto ricaricare una carta Postepay per 300 euro, proponendo di pagare con una Paypal che il titolare della tabaccheria non poteva accettare.

«Quindi - racconta il tabaccaio - chiedeva dove si trovasse un Bancomat nei paraggi per prelevare denaro contante per saldare la ricarica. Dopo qualche minuto si ripresentava in tabaccheria dicendo che il bancomat era fuori servizio e che sarebbe andato a casa a prendere i contanti lasciando il numero di cellulare, il suo codice fiscale e raccontando nel frattempo un sacco di storie rivelatesi poi del tutto infondate come ad esempio il fatto che lui avrebbe giocato a calcio in società professionistiche come Catania e Atalanta e come ad oggi sia il capitano dello Standard di Liegi, e ancora che stava aprendo un negozio di abbigliamento in via Tornabuoni, e che ogni tanto sempre a suo dire si troverebbe con altri giocatori della Fiorentina per giocare a poker e altro».

Ma il pagamento non fu mai effettuato, nonostante le successive e ripetute rassicurazioni.

Fra marzo e aprile, Grassi, 33 anni, era stato condannato da due giudici per vicende differenti avvenute in Lucchesia nel 2012, per un totale di 20 mesi di reclusione. Secondo queste sentenze avrebbe raggirato tre esercizi pubblici: una tabaccheria di Nave, una ricevitoria di San Vito e un emporio a Marlia. In tuta sportiva si era presentato alla cassa chiedendo di poter effettuare una ricarica postepay mentre fingeva di parlare al cellulare con Francesco Totti o con Daniele De Rossi. Poi in qualche modo riusciva a non pagare.

Antonio Scuglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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