Sicurezza
Colpo grosso al Pozzo di San Vito rubati carne, pesce e vivande
Magazzini svuotati il giorno dopo che era stato fatto rifornimento in vista di tante prenotazioni Uno dei gestori: «Il piano è stato studiato nei minimi particolari. Per noi è stato un grave danno»
CALCI. Rubati generi alimentari per alcune centinaia di euro, forse migliaia (l’inventario della refurtiva, comunque notevole, è ancora in corso). Preso di mira il “Pozzo di San Vito”, un locale che va per la maggiore, nel territorio della Vallegraziosa. Il ristorante aveva decine di prenotazioni per il pranzo e per la cena ed il giorno precedente c’era stato un massiccio rifornimento di cibi e bevande che è andato ad aggiungersi ai prodotti già presenti nelle tradizionali celle frigorifere. Questo furto fa seguito ai colpi, sempre numerosi, nelle abitazioni, nei circoli ricreativi e delle auto. L’escalation di microcriminalità aveva coinvolto, qualche tempo fa, altri due posti di ristoro, “Le Porte”, di Laura e Paolo, sulla strada provinciale del Monte Serra e “Conventino” di Manuela, a Tre Colli. In questi ultimi ristoranti l’attenzione dei soliti ignoti si era polarizzata, tra l’altro, anche sui registratori di cassa, divelti e portati via (gli scontrini fiscali sparsi perfino sul monte pisano).
Per certi aspetti più clamoroso adesso l’assalto al “Pozzo di San Vito” situato sulla Arnaccio-Calci, non lontano dal centro del paese. I malviventi sono entrati in azione, presumibilmente nelle primissime ore del mattino quando il locale era chiuso. Hanno approfittato del fatto che il luogo è piuttosto isolato. Nel raid è stata messa in atto una tecnica abbastanza inusuale. Eluso infatti il sistema di allarme e preso di mira il mezzo mobile coperto, a ridosso della struttura, lato ovest dove operano i fornitori che conoscono bene strategie, modalità e abitudini. Ciò avviene al di fuori del circuito perimetrale della sicurezza. Di conseguenza la sirena non è suonata e non suona neppure in caso di intrusioni. Nella circostanza l’approvvigionamento ha riguardato carni, formaggi, pesce, salumi, verdure e anche bevande.
Quasi di sicuro, i ladri sapevano tante cose del ristorante. È in questa direzione che si svolgono le indagini dei carabinieri i quali stanno effettuando gli accertamenti del caso. «Questo colpo, anche per le proporzioni, davvero non ce lo aspettavamo - commenta con amarezza Adriano Sartini, gestore del Pozzo di San Vito insieme a Luca Rossi -. Verosimilmente qualcuno ha studiato il piano nei minimi particolari. Per noi si è trattato di un grave danno. Pensate anche al disagio che è derivato a dover rimediare in extremis. Dovevamo far fronte al fabbisogno, nell’emergenza, con moltissimi avventori che avevamo a mangiare. In ogni modo -è la conclusione - abbiamo cercato di sopperire, rimediando in qualche modo».
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