Il Tirreno

Pisa

S. Maria, il comitato chiede uno studio sull’effetto movida

di Daniele Benvenuti

I residenti hanno presentato la proposta al rettore Augello Resta il no alla pedonalizzazione dell’asse Cavalieri-Miracoli

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PISA. Il comitato dei residenti del quartiere di Santa Maria prosegue la mobilitazione contro il progetto di pedonalizzazione dell'asse piazza dei Cavalieri-piazza dei Miracoli.

«Un progetto – è il loro pensiero – che una volta effettivamente attuato, oltre a recare un peggioramento alla qualità della vita dei residenti, creerebbe situazioni di disagio anche agli altri fruitori di questa parte nodale della città, compresi gli studenti, i docenti ed il personale amministrativo e tecnico dell’Università».

Proprio per questo, una delegazione del comitato è stata ricevuta nei giorni scorsi dal dal Rettore, professor Massimo Augello. Un incontro nel quale, tra le altre cose, è stato chiesto all'Università di realizzare uno studio sul fenomeno della movida nella nostra città.

«La zona pedonale – ha ribadito la delegazione al Rettore – determinerebbe un’estensione dei fenomeni, già in atto, di turbativa del tranquillo vivere civile». In particolare, il comitato ha chiesto al Rettore che l’Università affronti, per quanto di propria competenza, la grave situazione di disturbo e di deturpazione soprattutto in piazza dei Cavalieri. «È circostanza nota – hanno spiegato al professor Augello i rappresentanti del comitato – che la piazza, nonostante le segnalazioni e le denunce, venga presa la sera come punto di ritrovo da parte di numerosi studenti universitari, e non solo da questi, per manifestazioni inaccettabili di illegalità diffusa fino a notte inoltrata Un esempio palese è avvenuto nei mesi scorsi, quando, tramite la pagina web “Spotted:UNIPI” - ha insistito il comitato - è stata convocato un vero e proprio raduno di migliaia di persone, le quali, dopo aver cantato ballato, e bevuto, sino al mattino, hanno ridotto piazza dei Cavalieri ad uno stato di degrado che ha richiesto un’opera dispendiosa di pulizia, protrattasi per alcune ore». Da qui la proposta al Rettore, da parte del comitato di individuare una struttura didattica o scientifica interna all’Università per elaborare un progetto di analisi statistica e sociologica delle esigenze di tutti gli utenti della piazza e per la facilitazione della risoluzione di questo grave conflitto urbano.

«L’obiettivo indicato anche dal prefetto – spiegano i residenti – è quello di stipulare un protocollo di intesa tra tutte le istituzioni e gli enti operanti in piazza dei Cavalieri, tra i quali rientra anche l’Università, per realizzare un patto di civile convivenza e un decentramento delle attività di intrattenimento. A tal fine sono state da più parti sollecitate iniziative che favoriscano una vera e propria rioccupazione della piazza, affinché questa possa tornare nuovamente a rivestire una valenza prettamente artistico-culturale». Il Rettore, secondo il resoconto del comitato, ha manifestato la sua comprensione per i disagi degli abitanti, pur evidenziando che tale scelta rientra nella competenza esclusiva dell’amministrazione.

«Sul fenomeno della movida – dice ancora il comitato – il Rettore ha voluto precisare che l’università non ha strumenti specifici di dissuasione. Ha fatto notare, anche, come non sia possibile attuare forme di controllo efficaci sul web, che gode per definizione di una libertà pressoché totale. Il prof. Augello ha ricordato, comunque, che l’Università si è già attivata con il Comune per individuare ulteriori spazi pubblici di intrattenimento per i giovani ricordando ricordare la peculiarità che riguarda il controllo dell’ordine pubblico della nostra città. Città in cui risiedono ufficialmente 90mila abitanti, ma con un bacino di utenza assai maggiore a causa della presenza di circa 50mila studenti universitari iscritti». In conclusione il comitato di Santa Maria ha accolto con favore l'interesse del professor Augello a valutare la proposta avanzata dal comitato di affidare all’Università di Pisa il compito di contribuire ulteriormente, con un progetto scientifico, alla comprensione delle motivazioni e delle dinamiche di gruppo inerenti al fenomeno della “movida” pisana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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