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«Mi hanno tolto gli aiuti senza un vero motivo»

«Mi hanno tolto gli aiuti senza un vero motivo»

PISA. Si può decidere chi aiutare tenendo conto di criteri diversi dal bisogno? Certo, la beneficenza non è un obbligo. Ma quando si tratta di enti caritatevoli, la questione è un po’ più delicata....

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PISA. Si può decidere chi aiutare tenendo conto di criteri diversi dal bisogno? Certo, la beneficenza non è un obbligo. Ma quando si tratta di enti caritatevoli, la questione è un po’ più delicata. A sollevare il caso è una donna che per tre mesi non ha ricevuto aiuti alimentari dalla Palp, Pubblica assistenza del litorale pisano e chiede spiegazioni in una lettera all’associazione.

Questi i fatti: Anna e il suo convivente usufruiscono dei pacchi alimentari che la Palp periodicamente fornisce ai bisognosi; a maggio 2012 la storia tra i due finisce e l’uomo è allontanato da casa; la donna, sola, perde il lavoro anche perché non sa a chi affidare la figlia di 2 anni. A Marina comincia una petizione di solidarietà in sostegno dell’ex di Anna, firmata da quasi tutti quelli della Palp, compreso il presidente Aldo Vittorio Cavalli. Intanto l’ex, secondo le accuse della donna, avrebbe cominciato a molestarla: dopo varie ingiunzioni, il 29 giugno la magistratura dispone e convalida l’arresto dell’uomo: il processo per stalking è in corso. Da giugno la donna non ha ricevuto più il pacco alimentare (mentre altri assistiti sì) fino a settembre. A febbraio di quest’anno parte uno scambio di lettere tra la presunta danneggiata e la Palp; la prima chiede i motivi di quel “buco” di tre mesi e, poiché le hanno dato nel tempo tre risposte diverse, aggiunge: «Se non ci sono spiegazioni razionali del comportamento delle volontarie, c’è la possibilità che anche altri beneficiari in futuro siano esclusi senza alcun motivo da un servizio caritatevole». Cavalli insieme a Carla Martinelli, una volontaria del banco alimentare, al Tirreno replica citando lo statuto della Palp e il carattere non obbligatorio della prestazione: «Non esistono formalità; i soggetti si rivolgono a noi e hanno un rapporto di fiducia con noi». Nel caso della signora quella fiducia si è interrotta? Cavalli glissa: «Se anche si fosse interrotta, avremmo continuato a prestare assistenza». Resta il fatto che per almeno tre mesi l’aiuto alimentare non è stato consegnato. I due spiegano che il cibo non c’era per tutti e bisognava stabilire delle priorità. Certo, una donna con una minore dovrebbe avere la precedenza, al punto che Martinelli garantisce: «Le siamo andati incontro». Non spiega come. Ma era proprio opportuno sostenere quella petizione a favore dell’ex sotto accusa? Cavalli e Martinelli specificano di aver aderito come privati cittadini, anche se il presidente aggiunge: «Ho firmato perché il nostro statuto ci dice di dare una mano a tutti». A tutti, con qualche incertezza.

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web