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«Un superteste preciso e credibile»
Gli avvocati delle parti civili promuovono le dichiarazioni di Gozi incalzato dal legale di Logli su orari e distanze
PISA. «È un punto importante per l’impianto accusatorio». Esce dall’aula al piano terra del palazzo di giustizia e ostenta serenità l’avvocato Enrico Maria Gallinaro, legale dei parenti romani di Roberta Ragusa. Sono passate da poco le 11,30 e dopo un’ora e mezza si conclude l’incidente probatorio con il superteste Loris Gozi. È un momento atteso di possibile svolta nel caso Ragusa e si sovrappone alla notizia di un’altra testimonianza, inedita, che arriva da Lucca e potrebbe dare ulteriore impulso all’inchiesta.
L’avvocato “promuove” le dichiarazioni della persona che sostiene di aver visto in via Gigli - una traversa di via Dini - Antonio Logli, il marito di Roberta, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere, in due occasioni e in orari in cui l’indagato ha sempre sostenuto di trovarsi a letto. «Le aspettative sono state rispettate – spiega il legale romano – Quello che emerge dall’incidente probatorio conferma, a mio avviso, la credibilità del teste con le sue dichiarazioni chiare. A questo punto, se un giorno ci sarà un processo, sarà una Corte di Assise a valutare quanto riferito dal teste». L’incidente probatorio, istituto giuridico che permette di anticipare la fase processuale per cristallizzare una prova prima dell’eventuale dibattimento, ha richiamato al palazzo di giustizia i due protagonisti che possono parlare nel giallo che dal 13 gennaio 2012 non trova ancora soluzione. C’era l’accusato, Antonio Logli, impassibile per tutta la durata dell’interrogatorio del teste davanti al gip Giulio Cesare Cipolletta. E c’era l’uomo che con la sua deposizione è diventato un asso nella manica della Procura. Loris Gozi, 36 anni, giostraio nato a Fivizzano, assistito dall’avvocato Natascia Marini, ha confermato quanto riferito nel corso dell’istruttoria. «Il difensore di Logli ha fatto il suo lavoro – aggiunge l’avvocato Gallinaro –. Ha chiesto chiarimenti a Gozi sugli orari e la collocazione temporale del presunto avvistamento. Ora sappiamo che quanto ha sempre raccontato l’indagato non corrisponde al vero. La giustizia è di chi sa aspettare». Cavani ha incalzato il teste sul ricordo di date in occasione del rinnovo della patente per la moto chiesto proprio all’Autoscuola Futura di Roberta Ragusa in società con il suocero, Valdemaro. Una richiesta fatta per avere la certezza dell’eventuale buona memoria di Gozi che prima Gallinaro e poi il pm hanno bloccato non ritenendola pertinente al contesto. Soddisfatto anche l’altro legale delle parti civili, avvocato Gaetano Turcio, che assiste una decina di parenti, tra cui le cugine di Roberta, Giovanna e Sonia Alpini, che hanno preso parte all’incidente probatorio. «Speriamo di arrivare alla verità» hanno detto prima di entrare in aula. «Il teste è stato sufficientemente esauriente e preciso – spiega l’avvocato – È apparso tranquillo. Ci sono stati punti di divergenza, ma più per difetti di memoria che altro, sulle distanze per l’avvistamento dell’auto». Conclude Turcio: «Le mie clienti assistono con piacere alle iniziative della Procura». Le prossime mosse del pm Aldo Mantovani e del capo della Procura, Ugo Adinolfi saranno quelle di sentire i familiari di Logli, la segretaria e baby sitter della famiglia, Sara Calzolaio come persone informate sui fatti. Poi toccherà al marito accusato di aver ucciso la moglie. Ma lui può avvalersi della facoltà di non rispondere.
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