Il Tirreno

Pisa

Piuss per il litorale e un parco sull’Arno

Filippeschi presenta il suo programma: «Con Letta premier e Rossi governatore è un momento irripetibile per la città»

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PISA. Marco Filippeschi ha presentato ieri il suo programma per il mandato 2013-18: si snoda per 69 pagine «legate tutte da un’idea, quella del lavoro». Secondo il “primo cittadino” uscente e in corsa per la riconferma con il centrosinistra, alla base di tutto «c’è una domanda: cosa posso fare per creare lavoro?».

La ricetta si basa su un mix irripetibile di ingredienti: dal 2014 ci saranno tanti nuovi bandi per l’assegnazione di fondi regionali ed europei, «per i quali bisogna farsi trovare pronti»; inoltre ci sono un premier pisano (Enrico Letta) e un governatore della Toscana proveniente della nostra provincia (Enrico Rossi).

Filippeschi lo fa notare indirettamente con una frase: «Ho i rapporti giusti e abbiamo già mandato al governo un dossier sulla città; mentre per ogni progetto ci muoviamo d’intesa con la Regione».

Il dossier per Roma. Il documento inviato al consiglio dei ministri comprende tutte quelle vertenze per cui è stato necessario negli anni l’intervento nazionale: al primo posto, per esempio, c’è la richiesta di una «soluzione per la Biblioteca universitaria e la riapertura della Sapienza»; questione esplosa dal 29 maggio 2012 e che ha mobilitato sia i Beni culturali che il dicastero dell’Università. Al secondo, la «realizzazione del progetto Caserme», cioè l’intesa con la Difesa per liberare tre caserme dismesse e farle passare sotto la proprietà del Comune. Si tratta di istanze che in questi anni sono state già aperte, ma a Roma si sono perse o, nel migliore dei casi, hanno molto rallentato il loro iter nonostante gli impegni presi dai vari governi. Lo “scandalo” maggiore è il mai arrivato «finanziamento dell’operazione di delocalizzazione delle case di via Cariola», soffocate dagli scarichi degli aeroplani; impegno che risale al ministro Matteoli.

Cultura, ambiente e turismo. Tuttavia non è un caso che molti dei 18 punti che leggerà Letta riguardino la cultura: il «recupero del Teatro Rossi», al quarto posto, oppure la «partecipazione del governo alle celebrazioni per il 950° anniversario dell’inizio dell’edificazione» in piazza dei Miracoli. Filippeschi nel suo programma prova a trasformare Pisa da «città turistica a città del turismo», rendendola un polo di idee, eventi e cultura. Nelle pagine del programma si legge di una candidatura a “capitale europea della cultura 2019”, di un “progetto Cina” legato al volo diretto con Shanghai, di un grande sforzo per il rilancio del Litorale (con il porto e le produzioni cinematografiche). E tante altre chicche che valorizzino le bellezze ambientali creando occupazione, oltre che attrazione turistica: un ponte ciclo/pedonale da Putignano a San Michele per avvicinare le periferie (copyright di Salvatore Settis, ex direttore della Normale) e nuovi nomi “pesanti” di investitori di successo e “alla moda”, come Oscar Farinetti con la sua catena Eataly.

Bilancio dei primi cinque anni. L’operazione Ikea, insomma, ha fatto scuola; se si conta quella, il people mover e il Piuss – tre interventi che non erano nel programma del 2008 –, Filippeschi scherzando (ma neanche tanto) dice di aver «superato abbondantemente il 100% di realizzazione del programma del primo mandato». Poi ammette che «certo, tutto non siamo riusciti a fare, ma quasi tutto sì e abbiamo dato prova di concretezza». Lo spunto serve per dare un consiglio «che condivido con gli altri candidati miei competitori: la cosa più importante che ho imparato da sindaco è che bisogna avere sempre i progetti, in modo che, quando poi escono i bandi, siamo pronti». Fa l’esempio del people mover: «Se non ci fosse stato il progetto, quei milioni di euro sarebbero andati in Danimarca o chissà». Il segreto? Prima le idee, dopo la ricerca dei fondi.

Da migliorare. Infine i buoni propositi per i Ctp, consigli territoriali di partecipazione, le ex circoscrizioni ora non più elettive: ai consiglieri nominati un «grazie per il lavoro svolto a zero euro». Resta la bontà dell’intento: «I problemi è meglio andarseli a cercare, che aspettare di farceli cadere addosso; ma siamo consapevoli di alcuni limiti». La parola d’ordine è «rilanciare i Ctp». Su www.marcofilippeschi.it il programma completo: il sindaco lo definisce frutto di una visione «ottimistica», che contrappone alla «lista di “no” o al “pochino” degli altri candidati. Loro non rispondono alla domanda su come creare lavoro».

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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