Sicurezza
Finanzieri a caccia di narcotrafficanti
Il Gan impegnato in operazioni internazionali. Sequestrato uno yacht progettato a Pisa con 9 tonnellate di hashish
PISA. Guardiani del cielo, mastini del mare. I loro obiettivi sono i narcotrafficanti con i carichi di droga che battono sottotraccia le rotte del Mediterraneo sperando di non finire nei radar degli investigatori.
Dalla base di La Spezia il Gruppo Aeronavale vigila con le forze divise tra Imperia, Marina di Carrara e Pisa su uno specchio d'acqua che parte dal confine con la Francia e arriva fino a toccare il Lazio spingendosi fin quasi alla Corsica. Ma per missioni particolari i servizi della Guardia di finanza marittima e aerea del Gan travalicano le aree competenza.
VIDEO Le operazioni del Gan
Droga e immigrazione. «Più volte siamo andati sulle coste della Spagna, alle Baleari e alle Canarie» spiega il comandante del Gan di La Spezia, a cui fa riferimento la sezione aerea di manovra di Pisa, tenente colonnello Nicola Navarra.
Non c'è solo la droga nelle attività dei finanzieri di mare e di cielo. L'immigrazione clandestina è un altro fronte caldo. Non in Toscana.
L'attività di monitoraggio con elicotteri dotati di radar e raggi infrarossi viene sempre più richiesta al sud, tra Pantelleria e il Nordafrica.
Se i comandi di Genova e Livorno si occupano della fascia costiera di riferimento, il Gruppo aeronavale ha un raggio d'azione più ampio e proietta i suoi voli in mare aperto.
«I nostri pattugliamenti con elicotteri e unità navali – afferma l'ufficiale – sono costanti dalla Francia all'alta Toscana. Sono stati conclusi ingenti sequestri di droga a Imperia, parlo di 500 kg di hashish».
Traffici internazionali. I Gan del colonnello Navarra sono stati tra i protagonisti anche di importanti operazioni di contrasto al traffico intenazionale di sostanze stupefacenti. Da una parte i finanzieri perlustrano di iniziativa le zone di competenza.
Il più delle volte, però, vengono chiamati in causa per rendere operative le segnalazioni di intelligence che arrivano dai reparti speciali delle Fiamme gialle o da due organismi creati per monitorare i fenomeni dell'immigrazione e della droga.
Per la prima emergenza esiste a Varsavia l’unità operativa Frontex, per il secondo fronte è attivo a Lisbona il Maoc (Maritime analysis and operation center - narcotics), una sintesi delle eccellenze investigative nella lotta al traffico di droga nell'oceano Atlantico, prevalentemente quello della cocaina proveniente dall'America del Sud.
«Quando ci arrivano indicazioni precise partiamo con aerei, da Pratica di Mare, e unità navali – aggiunge Navarro -. Intercettiamo la nave sospetta e attendiamo che arrivi nelle nostre acque per procedere all'identificazione dell'equipaggio. A volte la nostra attività viene richiesta per interventi di rilievo contro il traffico di sostanze stupefacenti alimentato via mare».
Narco-Yacht “pisano”. La notte della tragedia della Concordia, il 12 gennaio 2012,il Gan partecipò a un'operazione congiunta, la First 2011, tra la direzione distrettuale antimafia e la Guardia Civil spagnola.
L'appuntamento era a Palma di Maiorca. A bordo di un motoscafo di 26 metri, acquistato a Torre Annunziata da un napoletano - condannato a 20 anni lo scorso mese - su progettazione di un cantiere navale di Pisa, gli investigatori trovarono nove tonnellate di hashish. Erano state caricate in Marocco e dopo la partenza dalle coste campane stavano rientrando in Italia.
«Avevamo mandando alcuni dei nostri mezzi al Giglio per i soccorsi – ricorda il colonnello –. L'imbarcazione fu inviata a Palma di Maiorca. Ci fu un inseguimento con speronamenti. Dal motoscafo buttavano in mare la droga. E i colleghi che intercettavano i telefonini dei trafficanti sentivano le loro conversazioni con altri della banda. Urlavano: “C'è la finanza, c'è la finanza”. Furono arrestati in undici, quasi tutti campani».
Rotte toscane. In assenza di immigrati pronti a sbarcare, le acque antistanti la Toscana si prestano al passaggio di carichi di droga. Risale al 2008 l'operazione Argentario con 12 arresti e 300 kg di hashish sequestrate nella baia di Talamone. Lo specchio d'acqua di fronte alla maremma era uno dei canali utilizzati dai corrieri.
«La porta di ingresso della droga nel Mediterraneo resta il Marocco con le coste spagnole – conclude il comandante del Gan della Finanza –. Il trasporto via mare di hashish e cocaina è enorme e senza sosta. Spesso, però, riusciamo a rovinare qualche viaggio».
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