Sicurezza
Crociere, arriva l’intesa salva-traffici
Compagnia portuale e Porto 2000 trovano l’accordo sull’Alto Fondale. E Pisa potrebbe riavere i turisti perduti
LIVORNO. C'è voluto il terremoto che ha fatto far la valigia a una parte delle crociere (quest'anno via 32 tappe della Royal Caribbean, nove della Costa e 25 della Ibero Cruceros): costretti a farsi incantare da quel poco che La Spezia può offrire o solo promette. Alla fin fine Livorno però ce l'ha fatta a uscire dal tunnel dei battibecchi e dalla contrapposizione infinita fra traffico merci e love boat: ecco che ieri a Palazzo Rosciano, con la benedizione dell'Authority, gli operatori al centro dell'”affaire” hanno sottoscritto un accordo che crea un clima nuovo attorno all'inversione delle priorità d'accosto relativamente agli accosti 46 e 47 dell’Alto Fondale. Tradotto: le navi da crociera avranno la “precedenza” rispetto ai traffici merci, fornendo agli armatori del settore croceristico quella certezza di accosto che mettono in testa a tutte le loro necessità. Non a caso, le navi erano state dirottate altrove dopo che nella scorsa estate non erano mancati episodi clamorosi di tappe saltate e di banchine liberate in zona Cesarini…
Il recupero delle navi da crociera significa ossigeno in termini di turisti e incassi anche per Pisa, meta privilegiata dei crocieristi una volta sbarcati nel porto di Livorno. La migrazione di molte compagnie verso La Spezia aveva infatti duramente penalizzato la città della Torre che aveva visto diminuire le presenze. Migliaia di turisti, infatti, dirottati a La Spezia avevano poi scelto come ulteriore meta le Cinque Terre.
A mettere la firma nero su bianco sono stati Gerardo Larotonda, amministratore della Cilp (portuali), e Roberto Piccini, presidente della Porto di Livorno 2000, la società pubblica (Authority e Camera di commercio) che gestisce il porto passeggeri. Al tavolo erano presenti, per i portuali, anche il presidente Enzo Raugei e il manager Nereo Marcucci. A far gli onori di casa il presidente dell’Authority Giuliano Gallanti insieme al segretario generale Massimo Provinciali.
È stato possibile raggiungere l’intesa quando si è cominciato a ragionare in termini di composizione degli interessi anziché dello scontro a colpi di blitz e diktat. La società dei portuali non si vede più strappare di mano la concessione della banchina (che ha in pugno per altri dieci anni e passa): le crociere hanno diritto di priorità secondo un calendario di arrivi già prefissato da qui a fine anno, e dunque dando modo alla Cilp di organizzare i propri traffici merci sia nella parte restante dell’Alto Fondale (accosti 43, 44 e 45) sia quando non ci sono love boat.
Questa sorta di “affitto” dell’infrastruttura viene pagata al concessionario: ma qualcosa del genere avveniva già in passato. L’intesa allarga il campo dei rapporti fra le due società: la Cilp fornirà alla Porto 2000 una serie di servizi collaterali sia burocratici che a banchina, a cominciare dal carico e scarico delle vettovaglie.
È anche un segnale di vitalità della Compagnia portuale: l’intenzione evidente di riconquistarsi, dopo i guai finanziari, una prospettiva nella geografia del porto. Ora c’è da capire se l’intesa potrà richiamare l’attenzione degli armatori che avevano spostato su La Spezia 66 navi: gli arrivi più vicini difficilmente sono riportabili a Livorno, e quelli nella parte più in là della stagione?
Enzo Raugei e Roberto Piccini mettono l’accento sul ruolo che ha avuto la Port Authority. L’esponente della Compagnia portuale segnala che, per «non far perdere al porto di Livorno alcuna occasione di lavoro sia di merci che di passeggeri», sono state «esplorate nuove modalità di convivenza stabile tra due tipologie di attività così diverse (merci/persone).
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