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Alfano commissaria il Pdl, arriva Celesti

Alfano commissaria il Pdl, arriva Celesti

Parisi annuncia la destituzione della coordinatrice Silvestri che proprio ieri lo aveva attaccato duramente. Partito nel caos

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PISA. Angelino Alfano, segretario nazionale del Pdl, ieri mattina ha commissariato il coordinamento provinciale del partito, sollevando Silvia Silvestri dall’incarico e nominando la pistoiese Anna Maria Celesti. Tutto a norma di statuto e con procedure cristalline. Eppure, dietro questo formalismo sterilizzato, si nasconde un Pdl dilaniato, avvelenato e sull’orlo dell’esplosione.

Basta un dato per capirlo: centinaia di telefonate fatte ieri dal Tirreno agli esponenti del Popolo della Libertà e quasi altrettanti cellulari spenti o che squillano a vuoto. Un “liberi tutti” in cui ormai ciascuno pensa a salvare se stesso, anche perché tra meno di un mese si vota e bisogna cercare voti. È proprio l’elezione per il sindaco ad aver fatto saltare il giocattolo: Silvestri appoggia Diego Petrucci (entrambi ex An) che si è mosso ad agosto e con una fuga in avanti ha deciso di fondare una lista civica.

Parte del Pdl non gradisce, in particolare l’area riconducibile all’ex Forza Italia. Così inizia una lunga guerriglia di posizionamento. Alla fine il Pdl decide di candidare Mugnai a sindaco (a tre giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste) e di non ricandidare Silvestri, consigliera comunale uscente, per l’assemblea in sala del Ciuco. Con Petrucci va “Fratelli d’Italia” (con molti ex Pdl in libera uscita); con Mugnai vanno la Lega e la Destra. Dopo le accuse reciproche di tradimento e di tafazzismo (per una volta non applicato alla sinistra) della settimana scorsa, lunedì Silvestri attacca: il coordinatore regionale Massimo Parisi «si dovrebbe dimettere per incapacità (è l’artefice del disastro) e indegnità politica (sono l’unica coordinatrice provinciale non ricandidata)». E ne ha anche per Mugnai, residente a Grosseto e «sedicente pisano, che si è prestato».

Ieri, anche se qualcuno giura che era stato deciso prima, Alfano firma. E qualcun altro ride: «Pisa è davvero importante se questo è il primo atto del neo ministro dell’Interno» è la battuta che circola. Con analogo spirito prova a prenderla Silvestri: «Dopo il consigliere regionale fiorentino, il candidato sindaco grossetano e la commissaria pistoiese, aspettiamo il coordinatore comunale livornese». Si riferisce nell’ordine a Giovanni Donzelli, Mugnai e Celesti, rinnovando la polemica che portò a suo tempo Massimo Balzi a lasciare il Pdl per entrare il Fli: a Pisa il Pdl non conta nulla ed è territorio di conquista per il resto della Toscana, in un partito dove la base è inascoltata e le gerarchie fanno piovere le decisioni dall’alto. Certo, ci sono equilibri di un congresso mai completamente riassorbiti. Lo aveva detto Silvestri lunedì: «Ho vinto un congresso il 4 marzo 2012, mentre Parisi tifava per Giovanni Garzella».

Lo ripete ieri Filippo Bedini (Fratelli d’Italia) senza alzare la voce: «Solidarietà a Silvia; è un’ingiustizia trattare così una persona importante per il partito e le istituzioni solo perché ha osato candidarsi al congresso». Ma Riccardo Buscemi, con altrettanta pacatezza: «Dopo tutto quel can can era inevitabile il commissariamento, anche se da un punto di vista umano mi dispiace». Questi sono i pochissimi che parlano. Chi non si tiene è Giacomo Cappelli, il vice di Silvestri: «Era impossibile continuare con Silvia. Era impossibile continuare con un responsabile provinciale che faceva apertamente campagna elettorale contro il candidato del proprio partito. È finito il tempo nel quale il c’era la volontà di uno solo».

E racconta che la scelta di Petrucci era stata bocciata: «Silvia nel momento in cui è stata eletta aveva 20 voti favorevoli e 12 contrari; dopo appena otto mesi, sulla questione del candidato da appoggiare ne aveva 11 a favore e 19 contrari. È stata sfiduciata dal partito ed è andata avanti come se niente fosse». Ancora: «Il mio ruolo era quello di tenere unito il partito e ci ho provato fino alla fine, ma lei ci ha forzato la mano continuando a esporsi sui giornali per Petrucci. In più così facendo ha bruciato ogni possibile candidato che dalla società civile avesse l’intenzione di contribuire al partito». Domani alle 17,30 presso l’Hotel Galilei ci sarà la presentazione ufficiale delle liste con il senatore Altero Matteoli, Parisi e Celesti alla sua prima uscita pubblica.

Gianluca Campanella

Luca Lunedì

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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