Sicurezza
Un premio e 2,5 milioni a un ricercatore pisano
Insieme al riconoscimento internazionale, un finanziamento per proseguire il progetto sulla fotonica terahertz. Avrà applicazioni nel campo della sicurezza
PISA. La ricerca pisana ottiene un nuovo riconoscimento internazionale. Alessandro Tredicucci del Cnr di Pisa è il primo italiano ad aggiudicarsi il prestigioso Nick Holonyak Jr. Prize della Optical Society of America. Il riconoscimento è stato assegnato allo scienziato per il lavoro pionieristico svolto nell'ambito della fotonica terahertz. Il lavoro di Tredicucci e del suo team dell'Istituto di Nanoscienze nel realizzare il primo diodo laser terahertz ha aperto la strada per le applicazioni pratiche di quella che è una vera e propria nuova branca della fisica quantistica. Il carattere avveniristico della ricerca non è passato inosservato anche alla commissione europea dell'Erc Advanced Grants che infatti ha concesso un finanziamento di 2,5 milioni di euro in cinque anni per sviluppare ulteriormente gli studi sulla materia. Le applicazioni di questo nuovo tipo di laser che sfrutta una frequenza compresa fra l'infrarosso e le microonde possono già essere notevoli e di sicuro sviluppo: «Parliamo di controlli di sicurezza e processi industriali innanzitutto – spiega lo stesso Tredicucci – perchè questo laser può essere calibrato per identificare nello specifico alcune sostanza. Pensate al body scan sotto il quale passiamo nei normali controlli all'aeroporto: ecco là viene effettuata solo un'immagine attraverso delle radiazioni ma sta al personale di controllo individuare le eventuali incongruenze o forme sospette. Con questo tipo di tecnologia invece possiamo cercare ed individuare immediatamente esplosivi o droghe nascoste nei diversi contenitori. Lo stesso campo di applicazione è possibile pensarlo nei processi di controllo dei farmaci, è possibile individuare subito la quantità di un determinato principio attivo presente nel campione analizzato. È possibile infine ipotizzarne un uso simile nei processi di restauro dei beni culturali dato che il laser facilmente passerebbe attraverso l'intonaco e renderebbe noto la composizione dell'affresco sottostante». Grazie ai nuovi finanziamenti europei il lavoro dei quindici ricercatori proseguirà presso i laboratori Nest del Cnr che, per bocca sempre di Tredicucci «Puntiamo a sviluppare nuovi ambiti di ricerca, pensare nuovi concetti di laser». Nel frattempo il lavoro del team pisano ha attirato l'attenzione dei grandi investitori privati, da Finmeccanica a Ntp fino alla vicina Solvay che hanno fatto richiesta per avere questi laser di ultimissima generazione e sono pronti a finanziare fin da subito i brevetti che dovessero essere sviluppati con l'avanzare della ricerca, anche se lo sfruttamento andrà in via prioritaria al Cnr stesso.
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