Attenzione
Silvestri resta nel Pdl ma spara a zero sul gruppo dirigente
Nel mirino la gestione candidature: «Parisi è un incapace e si dovrebbe dimettere. Mugnai? Pseudo pisano e complice»
PISA. Silvia Silvestri, non ricandidata dal Pdl alle elezioni comunali, non ci pensa «nemmeno lontanamente» a lasciare il ruolo di coordinatrice provinciale del partito: «Se qualcuno spera che io me ne vada, sappia che continuerò a svolgere il mio mandato». Farà campagna elettorale? «Noi lavoreremo affinché qualcuno porti al ballottaggio Marco Filippeschi», sindaco uscente del Pd. Tutti gli indizi lasciano pensare che il suo «qualcuno» sia Diego Petrucci, ex coordinatore comunale del Pdl e attuale candidato sindaco con la lista civica “Noi adesso Pis@”, appoggiata anche da “Fratelli d’Italia”. Certo, Silvestri non lo dice apertamente. Ma, nell’ordine, prima ricorda che «se non mi candidano, vuol dire che non si aspettano che vada ad attaccare manifesti». Poi sfida i piani alti del Pdl: «Non ci si dovrà meravigliare se accade il voto disgiunto. Lo smottamento è inevitabile dopo il suicidio del Pdl». Infine prevede che «gli elettori sceglieranno dove troveranno centrodestra e alternativa: il Pdl pisano è stato piallato, mentre l’operazione che avevamo cominciato mesi fa con Petrucci aveva messo in moto un mondo di forze moderate che hanno aderito». Ieri in conferenza stampa Silvestri ha spiegato: «Avevo già firmato i moduli per l’accettazione della candidatura» e il coordinamento regionale del Pdl aveva fatto capire che si ripartiva dai consiglieri uscenti. Cos’è successo? Massimo Parisi, segretario toscano del partito, «ha lavorato per distruggere il progetto, insieme a Franco Mugnai, residente a Grosseto e sedicente pisano, che si è prestato», accettando di diventare il candidato sindaco del Pdl in città. I due avrebbero applicato il “modello Siena”, cioè un tacito accordo fra centrosinistra e centrodestra in cui il Pdl si impegna a essere «debole, perennemente perdente e incapace di impensierire e scalfire» il potere del Pd, in cambio di pezzi di torta. Il problema è che nella città del Palio c’è (c’era) tanto da spartirsi; qui che vantaggio ricaverebbe il Pdl? La coordinatrice: «Non lo so». Resta il fatto, a suo dire, che «questi fenomeni hanno creato danni d’immagine: il cittadino si chiede come può fidarsi di un partito che tratta persino i suoi in questo modo». E ricostruisce i passi del duo Parisi-Mugnai: «Prima favoleggiano di candidati civici, a 20 giorni dal deposito delle liste. Poi si alleano con forze marginali che ho difficoltà a definire moderate (Lega e Destra). Infine rendono il Pdl irrilevante». La conclusione: «Parisi si dovrebbe dimettere per incapacità (è l’artefice del disastro) e indegnità politica: sono l’unica coordinatrice provinciale non ricandidata. Ma ricordo che ho vinto un congresso il 4 marzo 2012, mentre lui tifava per un altro».
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