La manifestazione
L’sms: «Ho un impegno in Parlamento»
Il neo ministro l’ha inviato agli allievi del Sant’Anna per avvisarli che non potrà essere alla cerimonia del dottorato
PISA. «Mi dispiace, ma lunedì non potrò essere a Scuola per la cerimonia di dottorato: ho un impegno in Parlamento», cioè la fiducia al governo. Con un sms sobrio, ironico e affettuoso allo stesso tempo, Maria Chiara Carrozza – neo ministro dell’università – ha scritto ai suoi allievi per avvisarli che non sarà alla Scuola Superiore Sant’Anna durante la cerimonia del perfezionamento.
Lo racconta Arianna Menciassi, pontederese, professore associato di ingegneria nell’istituto d’eccellenza pisano, che aggiunge: «Chiara è stata con noi fino a pochi giorni fa. Certo, da quando è diventata rettore nel 2007 e ancora di più dopo le dimissioni per candidarsi alla Camera, il suo impegno come docente era rallentato; ma riusciva a seguire i suoi studenti almeno a livello settimanale».
Menciassi è partita al Sant’Anna come allieva: «Chiara è stata la prima che ho conosciuto»; poi ne è diventata collega e amica: «Siamo entrambe laureate in fisica e riconvertite in ingegneria». Da Carrozza ministro si aspetta «quello che ha seguito e ritenuto giusto quando era ricercatrice: la promozione del merito e la vicinanza anche a temi più caldi come i finanziamenti e i rapporti con le altre istituzioni e accademie europee». La previsione? Farà bene, perché «è molto eclettica e ha una conoscenza approfondita del mondo universitario».
Stessa reazione ha Calogero Oddo, ricercatore al Sant’Anna: «Chiara conosce la macchina universitaria e tra i suoi principi ha sempre avuto la valorizzazione del merito e dei giovani. Spero e sono convinto che nell’attività di ministro realizzerà quegli stessi valori che l’hanno guidata quand’era rettore; per esempio, l’introduzione dei parametri meritocratici per l’assegnazione dei fondi per la ricerca». E nella conclusione ricambia tutto l’affetto che la docente ha sempre avuto verso gli allievi: «Sono fiero di lavorare con Chiara; la considero un ottimo capo e una maestra. Onorerà il Paese».
Infine Nicola Vitiello, altro ricercatore: «Scelsi Chiara come tutor nel 2004, appena entrato a Scuola. Ho creato sotto la sua guida un gruppo di ricerca sulla robotica; lei era lì a gioire quando i robot funzionavano e a rimboccarsi le maniche quando le cose non andavano bene». L’insegnamento maggiore? «Ci ha insegnato che l’obiettivo più importante è preoccuparsi dei problemi veri e far progredire la scienza, non anteporre l’esaltazione individuale e le ambizioni personali». Quest’approccio concreto le servirà come ministro: «Chiara sa bene cos’è la ricerca e saprà rilanciarla per far crescere l’economia, non per far lievitare costi improduttivi».
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