La manifestazione
In corsia senza compenso causa per i risarcimenti
Sono un migliaio i medici in provincia che possono chiedere i soldi al ministero La disputa riguarda le borse di studio per gli specializzandi dal 1982 al 1991
PISA. Erano a scuola, ma avevano diritto a un compenso. I medici che hanno studiato dal 1982 al 1991 per ottenere la specializzazione possono battere cassa. E con ottime probabilità di portare a casa una discreta somma non prevista, anche se dovuta.
Mille all’attacco. In provincia sono circa un migliaio i medici, anche di famiglia, che hanno i requisiti per fare causa al ministero della Salute. Ne è convinto il presidente provinciale dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (3800 medici tra generici e specialisti e 447 odontoiatri) Giuseppe Figlini che proprio in questi giorni ha siglato un accordo con una delle maggiori associazioni a livello europeo di tutela dei diritti dei professionisti sanitari, la Consulcesi di Roma.
Class action. La convenzione permetterà a tutti gli iscritti anche di aderire alle azioni legali collettive per il recupero dei rimborsi dovuti agli specialisti. La prossima class action partirà il 4 maggio.
«Per la nostra zona il Tribunale competente sarà quello di Pisa – spiega il dottor Figlini –. In Toscana ci sono almeno duemila medici, oltre al migliaio nella nostra provincia, che si sono specializzati nelle università di Siena e Firenze, potenzialmente interessati all’azione legale. Abbiamo scelto Consulcesi per sostenere ancora di più i nostri associati, garantendo loro un servizio di tutela legale e di formazione continua con la garanzia dei grandi risultati ottenuti dall'associazione. Tutto va nella direzione sia di una maggiore serenità del medico nell'esercizio della sua professione, sia di un costante aggiornamento del professionista sanitario, l'unica via per migliorare contemporaneamente anche il nostro servizio ai pazienti».
L’accordo. La convenzione prevede la possibilità per gli iscritti di usufruire di tutti i servizi legali offerti da Consulcesi. In particolare, permetterà di accedere al pronto soccorso legale specializzato dell'associazione, di richiedere il parere gratuito degli avvocati e di garantirsi assistenza in sede di giudizio, civile e penale, in caso di accuse di “malpractice”, rivendicazioni di diritti e richieste di rimborso. Nel pacchetto è prevista anche la tutela per la class action contro il ministero.
Compensi non pagati. L’oggetto del contendere riguarda i professionisti che non hanno ricevuto il giusto compenso durante gli anni della scuola di specializzazione universitaria, nonostante lo prevedessero le norme europee. Si tratta sia di coloro che hanno frequentato i corsi tra il 1982 e il 1991, cui lo Stato italiano non ha corrisposto le borse di studio dovute, sia di chi si è iscritto tra il 1994 e il 2006. In quest'ultimo caso le borse di studio sono state erogate, ma non comprendevano il pagamento degli oneri previdenziali e la copertura assicurativa dei rischi professionali e degli infortuni. Secondo Consulcesi ogni medico potrebbe recuperare fino a 180mila euro nel caso del mancato versamento anche degli oneri contributivi.
Nessuna prescrizione. «Si tratta di azioni legali possibili in qualunque momento – sottolinea il presidente Figlini – visto che non ci sono prescrizioni. Si prendono come riferimento quei due periodi perché poi il ministero ha iniziato a pagare regolarmente quanto spetta agli specializzandi». Il presidente Figlini invita i medici interessati a fare causa a contattare l’ordine o a rivolgersi al numero verde 800 122777.
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