Il Tirreno

Pisa

Liberi dall’asbestosi contro l’amianto Pisa è in prima linea

Domenica uno stand informativo in piazza XX Settembre sostengono l’iniziativa l’Anmil, i sindacati e l’Inail

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PISA. “Amianto: liberiamocene!”. Domenica prossima, in occasione della giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro e le vittime dell’amianto, la Fondazione Anmil “Sosteniamoli subito” onlus, i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl e le associazioni di familiari delle vittime Afeva e Aiea portano la campagna “Asbestus Free” in 14 piazze. A Pisa uno stand informativo sarà allestito in piazza XX Settembre, di fronte al Comune. All’iniziativa aderisce anche l’Inail provinciale.

«L’obiettivo è portare direttamente tra la gente e soprattutto tra i più giovani una tematica complessa, delicata e purtroppo ancora poco nota che riguarda ormai tutta la popolazione e non soltanto i lavoratori», dice Piero Marchetti (reggente della sezione Anmil di Pisa) nel presentare la manifestazione di domenica insieme ai segretari della Cisl, Gianluca Federici, e della Uil, Renzo Rossi, oltre che alla dottoressa Annamaria Panico in rappresentanza dell’Inail.

Lo scorso settembre la Fondazione Anmil “Sosteniamoli subito” ha sottoscritto con sindacati e associazioni un protocollo d’intesa (“Liberi dall’amianto”) realizzando un’alleanza per promuovere l’informazione e la sensibilizzazione sui rischi da amianto ed a sostegno della ricerca per la prevenzione e la cura delle malattie asbesto-correlate.

«Tale accordo fa aprire gli occhi su questa grande disgrazia che colpisce parte dei lavoratori - dice Federici -. Ogni anno muoiono 4mila persone in Italia a causa dell’amianto. Questo è il numero delle vittime che annualmente è lecito attendersi fino al 2025, secondo le stime degli esperti». Aggiunge Rossi: «Questo è un problema di tanti e non tutto è ancora emerso. Si vedono ancora tetti in amianto sulle nostre scuole, capita di scorgere pezzi di eternit in cantieri improvvisati: c’è una carenza di controlli».

Pisa è tra le 14 piazze scelte in tutta Italia soprattutto per l’esperienza avviata nel 2010 dalla Cisl con l’attivazione di un gruppo di lavoro per gli ex esposti all’amianto.

«Stiamo monitorando 450 ex esposti», dice Roberto Chelucci, coordinatore del gruppo. Per tantissimi anni l’utilizzo dell’amianto è stato molto diffuso, «essendo un materiale a basso costo con prestazioni interessanti - ricorda Chelucci -. Veniva usato anche negli indumenti dei lavoratori per la protezione da calore. L’amianto ha mietuto vittime anche all’interno delle famiglie: c’era chi portava a casa le tute da lavoro e le massaie ne inalavano le fibre».

Il gruppo di lavoro ha preso in carico i 450 ex esposti «per non farli sentire abbandonati a se stessi - prosegue Chelucci -. Periodicamente vengono sottoposti ad accertamenti (a titolo gratuito) da parte della Medicina del Lavoro e del Servizio prevenzione dell’Asl. Se emergono problemi scatta l’iter per i riconoscimenti. Negli altri casi le persone vengono invitate a ripresentarsi per effettuare i controlli ogni due o tre anni». Il progetto dovrebbe essere quanto prima allargato ad altri territori e la Regione sta predisponendo per questo un documento. «Un altro obiettivo - conclude Chelucci è riuscire a far destinare parte dei fondi anche alle cure e alla ricerca sulle patologie meno conosciute che l’amianto può causare». (f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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