Il dolore
Il lettiano Palagi: «Sarà il pacificatore del Pd»
PISA. «Prima contavamo in modo significativo come corrente all’interno del Pd a Pisa e in provincia. Oggi, con l’incarico dato da Napolitano, viene riconosciuto a Letta un importante ruolo anche di...
PISA. «Prima contavamo in modo significativo come corrente all’interno del Pd a Pisa e in provincia. Oggi, con l’incarico dato da Napolitano, viene riconosciuto a Letta un importante ruolo anche di pacificazione interna che dopo lo strappo sull’elezione del Presidente della Repubblica è fondamentale per riportare il Pd sulla strada giusta. Non vogliamo quindi tanto cogliere l’occasione per aumentare il nostro peso come corrente all’interno del partito, quanto cercare di rilanciare il Pd sul piano della piena condivisione».
Sono le parole di Giuliano Palagi, fedelissimo di Letta, una sorta di direttore generale dei lettiani nella provincia di Pisa. I numeri dicono che al Comune di Pisa, alle elezioni del 2008 quando venne eletto Marco Filippeschi al governo della città, i lettiani rappresentavano circa il 20% del Pd, con due assessori in giunta: Andrea Serfogli e Ylenia Zambito. Inoltre la corrente lettiana ha espresso il presidente della Provincia Andrea Pieroni, al suo secondo mandato, e il consigliere regionale Paolo Tognocchi.
«Ecco - dice Palagi, dg della Provincia -, anche a Pisa, nell’imminente tornata elettorale per palazzo Gambacorti, sposiamo perfettamente quanto ha detto Letta l’altro giorno: “Quando il Pd va bene, va bene anche il Paese”. Per fare andare bene anche il Comune di Pisa dobbiamo sforzarci tutti per trovare la massima coesione, superando ogni steccato. Noi abbiamo due assessori uscenti che hanno lavorato bene: Andrea Serfogli ha dato la sua disponibilità per continuare, Ylenia Zambito ha fatto altre scelte. Al di là dei nomi, comunque, conta il rilancio del Pd e quindi della maggioranza di centrosinistra. Occorre però superare il vecchio modo di fare politica, naturalmente anche quello delle correnti. Un gioco di equilibri interni può andare bene, ma che sia fisiologico e non perverso».
Proprio sui banchi del consiglio comunale di Pisa, Enrico Letta aveva fatto le sue prime esperienze agli inizi degli anni Novanta. «E pensare - aveva detto Letta, anche recentemente - che con voi del Tirreno di Pisa ho iniziato, da giovane dirigente della Dc, la mia battaglia nello scudocrociato, con una intervista in cui attaccai duramente la segretaria provinciale».
Erano anni duri per l’amministrazione della città: il pentapartito (Dc, Psi, Pri, Pli e Psdi) entrò in crisi nel 1992 dopo la débacle alle elezioni politiche. Ma a contribuire alla tormentata vita della coalizione contribuì l’allora ventiseienne Letta che, insieme a Simone Guerrini, Stefano Bottai (oggi presidente della società che sta costruendo il porto a Marina di Pisa) e Giovanni Garzella si dimisero dai loro incarichi nella giunta guidata dall’allora sindaco Sergio Cortopassi per insanabili contrasti interni, cercarono dunque anche allora un segno di rinnovamento.
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