Il dolore
Due donne tra i fabbri in piazza
Alla kermesse partecipano maestri provenienti da tutta Italia
CALCI. Quello del fabbro non è solo un mestiere per uomini. Anche due donne faranno parte della kermesse “Ferro e fuoco”. La singolare manifestazione, unica nel suo genere, vedrà arrivare fabbri da ogni parte d’Italia. Saranno loro per tre giorni – 24, 25 e 26 maggio – i grandi protagonisti dell’arte in ferro battuto. L’evento è stato presentato nel corso di un incontro a “La vecchia pieve”. Ma sarà la piazza del Municipio il grande laboratorio a cielo aperto dove gli artigiani si confronteranno in originalità. Una competizione a colpi di martello, incudine, maglio. Di contorno l’obiettivo finale meritorio, il dono alla collettività. Spiega Luca Bonanni, titolare di Cobo Artistica, referente pisano e coordinatore generale dell’associazione fabbri d’arte: «Ci saranno anche due donne. Il gentil sesso ormai ha invaso il campo dove gli uomini hanno sempre avuto l’esclusiva di questo mestiere. Il fabbro deve possedere forza fisica, ma non solo. Qui si esplica l’arte con il ferro, il minerale più congeniale».
Letizia e Daphone le donne che si annunciano agguerrite e piene di idee. Oltre a esperti fabbri italiani, saranno presenti anche freschi frequentatori del corso speciale organizzato dalla Regione. Fa osservare Fabio Destri, altro fabbro storico: «Io vengo da generazioni, che hanno iniziato l’attività nel Settecento. Ho conosciuto bisnonno, nonno, mio padre che hanno scritto pagine importanti. Beppino, Narciso, Egisto, una lunga scia». Bonanni da una notizia positiva: «L’attività del fabbro non è in crisi, si salva nel declino generale». E ancora: «Questa sarà la terza edizione. Il primo anno come manufatto fu realizzato il monumento ai garibaldini, lo scorso anno il monumento al Papa Eugenio III, finito nel mirino delle critiche».
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