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Pisa

Case, costruito la metà di quanto previsto

Case, costruito la metà di quanto previsto

L’assessore all’urbanistica Cerri: «Le accuse sulle colate di cemento contrastano con i dati reali»

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PISA. «A Pisa troppe colate di cemento? Accuse sbagliate, non vere, ingenerose, che contrastano con i dati reali». Così l’assessore comunale all’urbanistica Fabrizio Cerri risponde alle polemiche di questi giorni sull’operato dell’amministrazione di Palazzo Gambacorti in termini di consumo di suolo, fornendo i numeri ufficiali degli interventi effettuati.

La metà del previsto. «A dire il vero - spiega l’assessore - abbiamo costruito meno di quanto il piano strutturale del 1998 e gli atti urbanistici successivi consentissero e sempre cercando di mantenere compatto l’aggregato urbano». Dei 420.000 metri quadri di superficie utile lorda (Sul), predisposti in base alle previsioni di fabbisogno residenziale, dal 2001 al 2013 sono stati utilizzati 215.680 metri quadri, cioè poco più della metà (51%). Dalla carta topografica della città e dai dati si evince inoltre che l’aggregato urbano, comprendente le aree interne al centro abitato e quella di Ospedaletto (ma non l’aeroporto), occupa per 2.450 ettari la superficie comunale totale, pari a 18.714 ettari. Le zone urbane costituiscono dunque il 13 per cento, mentre il restante 87 per cento è costituito da aree rurali e dal Parco naturale. Come spiegato da Cerri, le zone che hanno subìto una trasformazione sono tutte all’interno dell’aggregato urbano: ciò anche perché è stato scelto di privilegiare il recupero e la riqualificazione, anziché l’edificazione ex novo.

Recuperi di aree. «Tutte le scelte urbanistiche operate in questi anni sono state intraprese per favorire lo sviluppo di infrastrutture, i servizi, il turismo e il lavoro. Più che di consumo, si dovrebbe parlare di restituzione di suolo - aggiunge l’assessore - in quanto molte zone impermeabili sono state permeabilizzate». Nei casi di recuperi come Saint-Gobain o Piaggio, ad esempio, che avevano un indice di copertura del 90 per cento, questo è stato ridotto allo 0,30/0,40. «È stata dunque attuata una politica della non dispersione - precisa l’architetto Dario Franchini, dirigente del settore urbanistica - per mantenere la compattezza della città, come consigliato da tutte le moderne politiche urbanistiche. In più, in ogni area di trasformazione c’è un 50 per cento di verde e parcheggi, come previsto dal regolamento urbanistico vigente».

Il paragone. Per dirlo in cifre, dei 308 ettari di opere attuate e in corso, 143 sono destinati ad aree a standard, cioè aree verdi e parcheggi. Infine, per tentare di mettere a tacere chi ha parlato di eccessiva cementificazione, l’amministrazione ha fornito anche alcuni dati (fonti Irpet e Provincia) che permettono di confrontare l’edificazione di Pisa e quelle del suo hinterland: il valore percentuale degli incrementi totali è inferiore a Pisa (15%) sia rispetto all’area pisana (18%) che rispetto a quella provinciale (21%).

Enza Chiappone

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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