Sicurezza
All’Arsenale torna l’Internet Festival
Anteprima lunedì con la proiezione di due documentari rappresentativi della realtà del web
PISA. 150 appuntamenti, 22 location, 400 relatori, 100 tra giornalisti e blogger accreditati, decine di ore di diretta streaming sulle maggiori testate online nazionali e 56.000 presenze reali oltre ai 65.000 che hanno seguito l’evento online. Questi alcuni dei numeri dell’edizione passata di Internet Festival. Da qui è partito il cantiere 2013 già al lavoro da settimane, che vedrà alla direzione Claudio Giua, presidente di Fondazione Sistema Toscana.
L’edizione 2013 di Internet Festival avrà la sua anteprima lunedì prossimo alle ore 20.15 al cinema Arsenale di Pisa (vicolo Scaramucci). L’ingresso è libero. Nell’occasione Gianluigi Ferrari, coordinatore del Comitato scientifico della manifestazione, illustrerà i temi principali di questa attesissima edizione che si terrà a Pisa dal 10 al 13 ottobre.
Grazie ad una sorta di gemellaggio tra Festival, sul palco insieme a Gianluigi Ferrari ci saranno Marco Pratellesi, presidente del Festival dei Popoli – Festival internazionale del film documentario e Vittorio Iervese, membro del comitato direttivo. A Iervese è affidata l’introduzione ai due film selezionati per la serata.
Si tratta di due documentari rappresentativi della realtà della rete: il film “collettivo” Fragments d'une Révolution (Francia, 2011) e Pieces and Love. All to Hell (Canada, 2011), di Dominc Gagnon. Entrambi i film sono sottotitolati. A seguire, l’intervento di Marco Pratellesi che sposterà l'attenzione del pubblico dal cinema alla rete, sul lato luminoso e oscuro del web.
I due film nascono da materiali della Rete e mettono in evidenza la democrazia collettiva che il web è in grado di creare. Nella prima pellicola, “Fragments d'une Révolution”, un cineasta iraniano esule in Francia che rimane nell’anonimato ha raccolto e assemblato i video-denuncia del 2009 dei cittadini di Teheran. Il film di Gagnon, “Pieces and Love. All to Hell”, è un’incursione in ciò che la società americana ha censurato. Prendendo dalla rete clip oscurate per il loro contenuto, il regista e video-artista raccoglie e trasforma in film le invettive contro le istituzioni, teorie complottiste e fanatismi di vario tipo, creando una sorta di archivio di ciò che non è più visibile online.
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