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il caso Marini

Pd, giovani in rivolta anche a Pisa

Pd, giovani in rivolta anche a Pisa

Riunione alla sede di via Fratti. Pure Filippeschi chiede innovazione

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PISA. Cresce il malumore nella base del Partito democratico. Anche in città e, soprattutto, fra i giovani. Alcuni segretari dei circoli cittadini, su pressione degli stessi iscritti, in particolare il circolo Università e Ricerca e il circolo Pisa Centro, hanno convocato una riunione nella sede della federazione in via Fratti. Iscritti al Pd hanno telefonato in redazione per comunicare l’iniziativa di ieri sera in via Fratti col fine «di un confronto e d’una presa di posizione su quello che sta accadendo a livello nazionale per dare consapevolezza ai nostri parlamentari a Roma dell’importanza di prendere scelte in sintonia col Paese».

Ma non si tratta di voci isolate. Il segretario provinciale pisano dei giovani del Pd, Matteo Trapani, riferendosi alla scelta di puntare su Franco Marini per il Quirinale, ha affermato: «Stiamo assistendo a ciò che mai avremmo voluto vedere e che, qualche giorno fa, a Scampia, la direzione nazionale dei Giovani Democratici ha chiesto di scongiurare: mai scelte con chi questo Paese lo ha rovinato».

Il segretario provinciale dei giovani Pd ha poi aggiunto: «Un passaggio è mancato perché il nome di Rodotà era condiviso dalla maggior parte della base e del partito da tempo. Per quale motivo si è dovuto aspettare che questo nome fosse messo sul piatto da Grillo, al quale poco interessa la Costituzione e il rispetto delle istituzioni, senza proporre chiaramente una linea responsabile come fino a oggi abbiamo portato avanti?».

In rete circola anche un appello di Marco Bani, consigliere comunale uscente e assistente parlamentare di Maria Chiara Carrozza, deputata Pd eletta in Toscana e scelta da Bersani come capolista, sottoscritto da decine di militanti e dirigenti del Pd locale. «Non capiamo - scrive Bani - una scelta che ha spaccato gruppo, coalizione e partito. Come può il Presidente della Repubblica rappresentare l’unità nazionale se non c’è convergenza tra chi ha la maggioranza in Parlamento? Per questo, in totale autonomia e indipendenza, esprimiamo un forte dissenso per la modalità con la quale il gruppo dirigente del Pd è arrivato a questa candidatura, ma soprattutto per la decisione di scegliere insieme a Berlusconi, il mandante del disastro politico, economico e sociale dell’Italia, il nome per il Colle».

In serata, è giunta una nota del sindaco Marco Filippeschi il quale afferma che «il candidato Presidente dev'essere una personalità di caratura costituzionale e sapiente e deve essere un dichiarato innovatore. Non deve essere, invece, un conservatore delle istituzioni. Franco Marini è una personalità che ha molte altre qualità, ma non quelle che lo facciano percepire come un innovatore. Di certo, però, sarebbe un grave azzardo scegliere un altro candidato che sia un conservatore dichiarato. Al bivio purtroppo siamo arrivati nel modo peggiore, proprio perché le riforme istituzionali non si sono fatte: se non edificheremo una "Nuova Repubblica" non vinceremo la crisi della politica. Spero che il Pd, Sel e i Socialisti abbiano il coraggio di scegliere per l'innovazione più coraggiosa».

Si dice preoccupato per la situazione anche Francesco Nocchi, segretario provinciale del Pd.

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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