Il Tirreno

Pisa

Tre nuove cliniche per sfidare la crisi

di Gianluca Campanella
Tre nuove cliniche per sfidare la crisi

La scommessa di un gruppo di imprenditori pisani: assunte sedici persone per aprire dei maxi studi dentistici

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PISA. In periodo di crisi «ci vuole coraggio» per investire, evidenzia Magdalo Giachetti, presidente e ad della società Dental & Clinique. Allora ce ne sarà voluto parecchio per assumere sedici persone, aprire una nuova clinica odontoiatrica in città e programmare altre sedi a Calcinaia (fine giugno) e Firenze (ottobre). Il nuovo studio in via don Bosco (sopra Scarpamondo) è dotato di un macchinario modernissimo che consente di operare in tutta sicurezza: una tac volumetrica a 3 dimensioni, che visualizza sul monitor una panoramica dentale in 3d con un livello di definizione di 0,2 millimetri e lo “spezzettamento” in ben 400 sezioni. È un risultato che finora si raggiungeva con apparecchi che rilasciano radiazioni pari a 400 lastre; mentre la nuova tac ha lo stesso basso dosaggio di una panoramica tradizionale. Bellissimo, ma a che serve? Risponde Giachetti: «I vantaggi sono la sicurezza e la pianificazione». In pratica, conoscendo così nel dettaglio la situazione di una mascella, si possono evitare nervi e vasi sanguigni; non solo, prima di intervenire, «si può simulare al pc l’operazione». Così, un macchinario che costa oltre 100mila euro (il primo a Pisa) è ammortizzato da tariffe più basse di quelle degli altri dentisti; ciò è possibile grazie «all’efficienza che recuperiamo con la macchina: se si eliminano i rischi», le spese per i clienti insoddisfatti si abbattono. Non è un ragionamento ipotetico: nel 2012 le cure dentistiche sono diminuite del 30%, ma le cause aumentante e «le assicurazioni fanno fatica» ad accordare una copertura. Alla Dental & Clinique lavorano 10 specialisti e sei assistenti. Giachetti spiega: «L’odontoiatria ha varie branchie e l’approccio moderno è che ogni paziente sia trattato dallo specialista di cui ha bisogno». Ma c’è un’altra caratteristica: l’ambientazione. Gli adulti sono operati in vetrina e i bimbi in sala giochi: si tratta di un approccio sviluppato in Australia che mira a far sentire «una sensazione naturale» a chi è “sotto i ferri”. Per i grandi, infatti, sono previste poltrone odontoiatriche posizionate accanto alle finestre, in modo che il paziente possa vedere (senza essere visto) il mondo al di fuori della clinica. Per i bimbi c’è uno spazio divertimenti: «è un grande lavoro di ambientamento – assicura Giachetti – che comincia col prendere gli appuntamenti ravvicinati; in questo modo i bimbi sono insieme e si fanno coraggio». Tra il piccolo operato e tutti gli altri c’è solo una barriera di vetro, nel rispetto dei protocolli igienico-sanitari. Giachetti ammette che «il livello di assistenza pubblica in Toscana è altissimo» e che l’unica possibilità di essere concorrenziali era l’odontoiatria: «lì c’è spazio perché se ci sono pochi soldi, tra una macchina per la dialisi e una poltrona da dentista, si sceglierà sempre la prima».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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