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Pisa

Titina Maccioni, un auspicio rosa

Titina Maccioni, un auspicio rosa

La presidente del consiglio: spero che al mio posto venga eletta un’altra donna

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PISA. Più che un addio, un arrivederci. Titina Maccioni racconta la sua esperienza come presidente del consiglio comunale passando in rassegna cinque anni tutt’altro che banali. I numeri parlano di un consiglio attivo: 199 sedute, 690 i question time, 393 le delibere. «È innegabile la grande trasformazione urbanistica della città in questa legislatura. Ma non sono solo questi i cambiamenti che lasciamo in eredità al prossimo consiglio: il nuovo regolamento, l’istituzione della figura del Garante per i diritti dei disabili, esperienza rara in Italia e, cosa a cui tengo molto, l’istituzione dei Ctp come punto di raccordo tra il Comune ed i cittadini». Tutti traguardi di un’amministrazione che, secondo Maccioni, si avvia a conferma sicura e nella quale non esclude un ritorno, magari con un incarico fiduciario: «Dopo 19 anni in consiglio l’idea è quella di riprendere l’insegnamento a tempo pieno, ma la mia passione per la politica non finisce con l’incarico consiliare: resto a disposizione del mio partito e del sindaco Filippeschi, che avrà il mio appoggio in queste elezioni come lo ha avuto durante la legislatura».

Se non si sbilancia sul futuro politico non lesina sui ringraziamenti: «Tutti i consiglieri ed i capigruppo per la collaborazione, ma voglio fare il nome di Angela Nobile e Paolo Mancini, due persone che hanno svolto un lavoro egregio e preziosissimo per me. Poi tutto il personale di supporto alla presidenza e la segreteria del Comune». Tra gli incontri che più l’hanno emozionata ne segnala due: «Ingrid Betancourt e Roberto Saviano. Mi hanno arricchito a livello umano».

Al suo successore lascia «la scrivania sgombera per la prima volta da quando è stato istituita la presidenza del consiglio e qualche suggerimento: essere sempre il presidente di tutti ascoltando tutti, avere la pelle dura per resistere agli attacchi che inevitabilmente arriveranno e appoggiarsi all’ufficio di presidenza con assoluta fiducia. E spero che sia donna». L’ultimo pensiero è per una cara rivale: «Un grande ringraziamento va a Patrizia Paoletti, un personaggio di alto spessore umano e politico, penso che nel panorama cittadino manchi una figura del genere. È una cara amica con la quale ho lottato a volte duramente, ma la stima che ci unisce non ha mai vacillato».

Luca Lunedì

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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