Mura, un esposto al Tar in difesa della privacy
Il comitato di via Maffi contro il Comune dopo l’apertura del camminamento «Ci hanno fotografati e ci hanno anche riempito i giardini di rifiuti di ogni tipo»
PISA. Dopo il parere positivo di turisti e pisani, sul camminamento in quota delle mura medievali bisognerà attendere ora anche il giudizio della magistratura. I residenti di via Cardinale Maffi, insieme a quelli di via De Simone, hanno infatti depositato un ricorso al Tar per chiedere l’annullamento della delibera che prevede il restauro e la gestione delle mura. Se per i 12mila che domenica scorsa hanno avuto l’opportunità di osservare Pisa dall’alto l’apertura del camminamento in quota è stata un’iniziativa da ripetere, per i residenti di via Maffi l’evento si è trasformato in un incubo.
Una decina di case, infatti, si trova “attaccate” al percorso e gli abitanti dicono di essersi ritrovati assediati dai flash delle macchine fotografiche, da persone che “spiavano” nelle loro abitazioni e dal continuo lancio di rifiuti nei giardini. «Abbiamo fatto ricorso al Tar e metteremo in campo tutte le azioni possibili per tutelarci da un abuso che viene fatto dall’amministrazione», annunciano gli aderenti al “Comitato di via Maffi”, specificando che «siamo stati costretti a farlo: volevamo arrivare ad una soluzione condivisa ed amichevole, ma non è stato possibile. Il primo cittadino dovrebbe essere il sindaco di tutti - accusano - e non solo di alcune categorie. Sindaco ed assessori dovevano almeno parlarci prima di aprire le mura al pubblico».
Al centro della polemica soprattutto la violazione della privacy: «La nostra privacy è stata violata nella maniera peggiore: fotografati da migliaia di persone, minori compresi». Ma non solo. «Durante il passaggio, nei nostri giardini sono volati rifiuti di ogni tipo: dalle cicche di sigarette agli escrementi di cani – lamentano dal Comitato - Ma poniamo anche un problema di sicurezza: con l’apertura del camminamento calarsi nelle nostre case è diventato molto facile. Già nei giorni scorsi, alle quattro del mattino, alcune persone giravano sulle mura e sicuramente non erano operai o turisti».
E se il sindaco ha cercato di smorzare i toni («comprendo i residenti, ma va considerato che l’intensità del passaggio, rispetto alla straordinarietà di domenica, sarà normalmente diluita»), i residenti già temono la nuova apertura (in programma il 27 aprile), ponendo anche qualche dubbio sulla legittimità del percorso della “Strapazzata” del 25 aprile che include anche un tratto delle mura. «Se qualcuno si sente male, come si fa ad intervenire. Noi non siamo contro la riapertura di un bene storico della città. Le mura sono belle e devono essere fruibili, ma avevamo chiesto tutele che non sono arrivate. Adesso deciderà la magistratura». Dal Comune si fa presente che l’opera-mura è ancora un cantiere, dunque da migliorare; e che saranno presi gli accorgimenti necessari per tutelare la sicurezza dei residenti.
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