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Strada intitolata a Niccolai, la sinistra si divide

Strada intitolata a Niccolai, la sinistra si divide

Dopo le dure critiche dell’Istituto Storico della Resistenza e della Biblioteca Serantini, ecco la replica di Bedini (Pdl) e le dichiarazioni di Scaramuzzino (Sel) e Bini (Prc)

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Dopo le dure prese di posizioni dell'Istituto storico della Resistenza e della Biblioteca Franco Serantini sull'intitolazione di una strada a Giuseppe Niccolai, ecco la replica del consigliere comunale Filippo Bedini (Pdl) primo firmatario della mozione per l'intitolazione di una strada a (tra gli altri) Giuseppe Niccolai e le dichiarazioni di Carlo Scaramuzzino (Sel) e Maurizio Bini (Rc). In consiglio si era avuta l'astensione del Pd e il voto contrario di Sel e Prc.

"Sbaglio o Fermi, Marconi, Pirandello - così replica Bedini - e tanti altri grandi italiani, che hanno fior fiore di strade che portano il loro nome, sono stati convinti fascisti?Dovremmo forse eliminarle e dedicarle a qualche partigiano per questo? Niccolai era stimato da tutti i pisani, ovviamente esclusi quelli accecati dall'odio ideologico. E il suo Machiavelli era letto e atteso in edicola trasversalmente. Fa ridere che ci si scandalizzi nel 2013, quando certe logiche dovrebbero essere state superate, dell'intitolazione di una via a un pisano che è stato parlamentare della Repubblica per due legislature, oltre che consigliere comunale per decenni”.

“Sanno forse all'Istituto Storico della Resistenza - continua Bedini - che la relazione di Niccolai alla commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia fu lodata da Leonardo Sciascia come "una cosa seria". Credo fermamente sia arrivata l'ora di superare certi steccati che non hanno più radicamento nel sentire comune. I valori di democrazia ai quali l'Istituto si appella sono proprio quelli che fortunatamente hanno permesso a persone libere e democraticamente elette nel consiglio comunale di Pisa di votare a favore della nostra mozione".

"In sede di consiglio comunale - dice il capogruppo consiliare Carlo Scaramuzzino - nella tarda serata dell'ultima seduta non è stato possibile discutere la mozione, dal titolo impegnativo: "Contro l'antipolitica, tre pisani che hanno nobilitato la politica", e che ha visto il nostro voto contrario. Forse un dibattito di approfondimento storico sulla vita politica pisana tra gli anni '60 e 80' avrebbe potuto determinare una votazione più consapevole. Mi limito a ricordare la lapide che è posta sulla tomba di Franco Serantini, “ colpito a morte dalla polizia, mentre si opponeva ad un comizio fascista". La lapide nella sostanza ripropone il titolo di un manifesto affisso dalla federazione del Pci, con grandi rischi, dopo la mezzanotte del venerdì di chiusura della campagna elettorale del maggio '72. Il manifesto - conclude Scaramuzzino - era stato scritto di pugno da Giuseppe De Felice; il comizio fascista era stato tenuto da Giuseppe Niccolai".

"E' stato gravissimo che il consiglio comunale - aggiunge il capogruppo consiliare Maurizio Bini - abbia approvato questa mozione. La lotta al fascismo non può mai venire meno. E non è possibile accettare l'idea di mettere sullo stesso piano chi si è battuto e chi si batte contro il fascismo e chi, invece, l'ha sostenuto o ne fa apologia".

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di Redazione Pisa