La manifestazione
Nuovi percorsi di assistenza per anziani
Dal ricovero fino alla riabilitazione. E arriva il “bed manager”: l’obiettivo è ridurre i tempi di attesa per un posto letto
PISA. Nuovi percorsi assistenziali per gli anziani, una nuova convenzione con la Misericordia per i malati a bassa intensità di cura ed il “bed manager” che si occupa di trovare soluzioni per non lasciare posti letti “vacanti”. Sono queste le importanti novità che arrivano dal pronto soccorso, che ormai non deve essere più considerato solo la porta di ingresso alle cure degli ospedali pisani, bensì un dipartimento di emergenza ed accettazione. Già perché capita che «alla sbarra del nostro pronto soccorso si presentino persone da altre regioni con tanto di trolley, visto che oltre quella sbarra c’è l’accesso a tutta l’assistenza dei presidi pisani», dice il direttore Massimo Santini. E il collega Fabrizio Maggiorelli, responsabile del triage del pronto soccorso, snocciola i dati: 85mila gli accessi del 2012, un po’ come se tutti i residenti di Pisa fossero andati almeno una volta a fare una “capatina” al pronto soccorso.
Geriatria e pronto soccorso. La popolazione invecchia e gli anziani sono una vera emergenza sanitaria della nostra società. e quindi l’azienda ospedaliera universitaria ha approntato una serie di percorsi innovativi come la orto-geriatria, l’assistenza continua per gli anziani fratturati e la formazione del personale di pronto soccorso sulla prevenzione delle complicanze dalla somministrazione da più farmaci. Il professor Fabio Monzani dice: «La novità è che la geriatria è diventata parte funzionale del dipartimento di emergenza ed accettazione e questo garantisce una stretta collaborazione tra il pronto soccorso, ortopedia e noi. Il che tradotto significa che l’anziano di 90 anni che si frattura il femore ha sin dall’inizio sia tutto il percorso di cura della patologia acuta sia il percorso di assistenza specifica e riabilitativa che richiede la sua età, che porta con sé più patologie».
E’ questa una grande rivoluzione, che ci spiega Monzani: «L’anziano quando viene ricoverato al pronto soccorso spesso incorre nel classico delirio a causa dei rumori e di mille altri fattori. Inoltre, quando questo arriva è magari già sotto cure di altri farmaci ed avere personale che possa decifrare l’interazione di questi farmaci con altri è fondamentale». Così come lo è la riabilitazione. «La geriatria non è più il luogo dove gli anziani si ricoverano e più ci stanno meglio è - spiega Monzani - visto che ogni dieci giorni di allettamento comporta una perdita di un chilo e mezzo di muscoli e quindi diventa fondamentale la riabilitazione e la continuità assistenziale». In poche parole l’anziano arriva al pronto soccorso e da lì ha subito il percorso, la presa in carico che va dall’operazione (che avviene entro le 48 ore) fino alla fase della riabilitazione. «I reparti sono compattati attorno al pronto soccorso - interviene Michele Cristofano della direzione della Aoup -, un accorgimento di tipo logistico che ci viene invidiato anche da Careggi».
«Già perché il pronto soccorso - aggiunge Santini - non è più un luogo di smistamento, bensì un centro di coordinamento per l’intero ospedale». E avere tutti i reparti disposti a corolla dello stesso garantisce rapidità di assistenza post fase acuta.
Convenzione. Per evitare che il pronto soccorso venga ingolfato di malati non gravi o che non necessitano di cure a media ed alta intensità è stata siglata una convenzione con la Misericordia di Navacchio.
«Si tratta della presa in carico di pazienti a bassa intensità di cura e che sono stati già visitati dal pronto soccorso, stabilizzati ed avviati verso il percorso di cura», spiega Cristofano dell’Aoup. In totale alla Misericordia di Navacchio ci sono diciotto posti letto e lì vengono presi in carico per un massimo di otto giorni. «E’ un esempio virtuoso di come pubblico e privato si stringono la mano per soddisfare le sempre più pressanti esigenze del territorio», conclude Cristofano.
Il “bed manager”. E’ una persona, o più, incaricate dall’ Aoup di trovare tutte le soluzioni possibili per far sì che le attese di un posto letto si riducano ai minimi termini. «Questa persona - spiegano dall’Aoup - è in stretto contatto con le medicine e si preoccupa che le degenze nei reparti di medicina siano ottimizzate, nel senso che tutte le cure devono essere prestate ma i letti devono essere liberati per gli arrivi dal pronto soccorso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
