Finanza
«Da noi i pazienti non sono pacchi postali»
I dirigenti del Dea contestano le critiche del sindacato infermieri sulle barelle nei corridoi
PISA. «I pazienti del pronto soccorso non vengono abbandonati nei corridoi come pacchi postali».
Lo dicono a gran voce tutti i dirigenti del Dea dal suo direttore Eugenio Orsitto a Massimo Santini responsabile del pronto soccorso a Fabrizio Maggiorelli del triage alla caposala Virga Orena. Questa è la loro risposta congiunta al Nursind, il sindacato degli infermieri che aveva dichiarato che al pronto soccorso i malati venivano tenuti nei corridoi. «Può succedere che in alcuni momenti dell’anno quando magari ci sono picchi influenzali pochi pazienti e per pochissimo tempo siano su barelle nei corridoi ma sono monitorati costantemente, sono stabilizzati ed hanno già fatto al minimo, un esame del sangue ed un elettrocardiogramma», dicono i medici. «Allo stato attuale poi – spiega la caposala Orena – non abbiamo un così evidente deficit di personale infermieristico e o di operatori socio sanitari anche se ovviamente ci sono le gravidanze e le malattie del personale e non possiamo sostituire tutti subito nell’arco di una sola giornata». Nel passaggio dal Santa Chiara a Cisanello, gli infermieri sono passati da 32 a 52 e vengono compilate circa 7mila cartelle cliniche all’anno. A giudicare dai numeri record di accessi (oltre 85mila), il nostro pronto soccorso non è più, da anni, il luogo dove vengono portati gli incidentati.
«Abbiamo medici di altissima specializzazione ed in continua formazione – spiega Maggiorelli – così come i nuovi infermieri fanno addirittura degli stage ad hoc per l’inserimento».
«Io sono orgoglioso di avere dei medici e degli infermieri così perché fanno addirittura autoformazione nel loro tempo libero», dice Santini. La struttura del pronto soccorso è nuovissima ed è dotata dei più innovativi sistemi diagnostici ed informatici. Ed a breve dovrebbe essere pronto anche l'eliporto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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