Sicurezza
Case nel mirino dei ladri Torna la paura a Calci
Furti portati a termine e tentati nelle abitazioni di via XX Settembre e via Dante Un cittadino scopre e sferra un pugno a uno straniero che poi riesce a fuggire
CALCI. Furti e tentati furti nelle abitazioni. La striscia della microcriminalità si allunga a dismisura. Stavolta sono stati presi di mira alcuni appartamenti della centrale via XX Settembre, non lontano dal ponte di ferro. Però l’attenzione dei soliti ignoti si è estesa anche nella vicina via Dante, che si trova dall’altra parte, lungo il torrente Zambra.
Silvio Vichi, autotrasportatore molto conosciuto, ripetutamente ha subito l’assalto dei ladri. Racconta: «L’altra mattina, attorno a mezzogiorno, dopo aver forzato la porta d’ingresso di casa mia, che però ha resistito, i malviventi hanno operato nelle vicinanze. Sono entrati in un capannone dove hanno portato via motoseghe e attrezzi di vario tipo. Si tenga presente che, nel recente passato, erano entrati nella mia abitazione arraffando gioielli e denaro per l’ammontare di alcune migliaia di euro. In questa circostanza il danno è stato minore. È andata abbastanza bene ai vicini Olinto Armani, sindacalista Cisl della categoria pensionati; a Bruna Bettini e a Rita Manetti che hanno avuto gli infissi e le auto danneggiati in seguito ai tentativi di effrazione».
Una famiglia in via Dante si è vista rubare le galline ed altri animali da cortile, custoditi nel pollaio. Al lato della stessa strada, davanti, era posteggiato il Bremach di Vichi il quale riferisce: «Ì carabinieri della stazione di Calci, al comando del maresciallo Domenico Degli Elmi, sono venuti tempestivamente sul posto, dopo le denunce, per effettuare un sopralluogo scrupoloso. Ho raccontato agli uomini dell’Arma che, in precedenza durante la notte, ho sorpreso un giovane extracomunitario intento ad armeggiare attorno al mio camion. Si è dato alla fuga, ma prima si è preso un pugno. Il fatto è che non si vive più dopo che lo scorso anno ho subito perfino un sabotaggio contro il mio mezzo di lavoro: hanno gettato rena nel serbatoio. Da allora faccio le ronde da solo. Troppe cose negative mi sono successe. La mia è una storia incredibile – conclude l’autotrasportatore – situazioni di ogni genere, compresa la beffa di essermi visto soffiare sotto gli occhi, a San Giuliano, il furgone carico di legname, il tempo di consumare un caffè al bar e non ho più trovato né il mezzo né il carico. Solo quando la benzina è finita, ho riavuto il mezzo ormai malridotto».
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