Il Tirreno

Pisa

A Viale la coccarda di primo della classe Forte deve ripetere

Molti riconoscimenti anche dalle opposizioni agli assessori Cerri e Serfogli. Passa l’esame Panichi, quattro sono in bilico

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PISA. Il giochino era semplice: chiedere ai consiglieri comunali di dare i voti alla giunta. Come a scuola, assessore per assessore valutando i cinque anni di mandato. Semplice appunto, ma in politica e in campagna elettorale soprattutto, impegnativo. Dopo una prima iniziale diffidenza i consiglieri interpellati si sono lasciati andare e si sono prestati volentieri. I voti andavano da zero a dieci e sulla somma è stata fatta una media per avere un voto “scolastico”, una vera pagella. Abbiamo cercato di essere equilibrati contattando dieci consiglieri di maggioranza (Bani, Bongiovanni, Branchitta, Ceccarelli, Di Lupo, Gangemi, Maccioni, Monaco, Passarelli, Zappacosta) e dieci di opposizione (Garzella, Bedini, Buscemi, Maffi, Mancini, Petrucci, Silvestri, Scaramuzzino, Modafferi, Bini). Del Torto (capogruppo) e Monceri hanno declinato l'invito a partecipare. Per lasciare la più ampia libertà di coscienza abbiamo garantito l'anonimato, nella tabella infatti riportiamo la somma dei voti espressi e non i singoli voti.

Le sorprese non sono mancate. Partiamo dal vincitore: Viale è il secchione della classe. Voti altissimi da tutti gli interpellati, solo due insufficienze raccolte, per il resto media dell'otto. Una competenza riconosciuta da tutti e il pregio di aver tenuto i conti in ordine nonostante la crisi abbia colpito duro. Il podio è completato da Cerri e Serfogli, anche per loro poche insufficienze e un valore politico riconosciuto dalla maggior parte degli avversari. Si salvano anche Panichi e Ciccone: la prima con più facilità, ha una sufficienza piena e un consenso trasversale mentre la seconda va forte tra i suoi, meno dall'altra parte.

Abbiamo poi il gruppone formato da Zambito, Chiofalo e Gay: secondo i colleghi consiglieri raggiungono una sufficienza stentata, potrebbero fare di più ma non si impegnano, rimandati a settembre. Ghezzi ed Eligi condividono un'insufficienza piena: il primo non riscuote simpatie fra gli avversari politici e anche fra i suoi sono poche le promozioni piene, al secondo viene imputato di non aver sfruttato appieno la delega allo sport. Veniamo alle dolenti note: dietro la lavagna finisce Forte. Bocciatura senza appello per l'assessore al commercio che paga lo scarso dialogo ed alcune posizioni controproducenti. A Silvia Marroni, subentrata ad Antonio Cassone, tutti i consiglieri danno voti di stima ma il tempo ha giocato a suo sfavore e così non è stato possibile fare una valutazione del suo operato. Fino a qua la parte anonima del gioco. Ai più temerari abbiamo chiesto di esprimere un migliore e un peggiore e qui Cerri piazza la zampata raccogliendo per più volte la palma di uomo partita. Se dal fronte amico gli si riconosce una levatura politica di spessore (Monaco e Di Lupo) dall'altra parte ne viene apprezzata la capacità di ascolto, l'apertura verso il contributo di tutti (Mancini e Modafferi) e il pragmatismo (Buscemi). Viale è il migliore per Branchitta («ha lasciato il bilancio in ordine e ha diminuito il debito»), per Bedini («aveva il compito più difficile») e Petrucci («ha lasciato i conti in ordine»). Garzella promuove invece Serfogli («perchè sempre puntuale e preparato nel rispondere alle domande del consiglio»). Sulla palma di peggiore si sono espressi in pochi e la classifica parla da sola: Forte paga lo scarso dialogo verso i commercianti e le associazioni di categoria. Il gioco è riuscito ed è piaciuto. Le prossime valutazioni spettano agli elettori dentro le urne e come sempre anche là le sorprese non mancheranno.

Luca Lunedì

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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