Il Tirreno

Pisa

Un colonnello in pensione risolve i casi più difficili

È l’investigatore uscito dalla fantasia di Franco Gigliotti che risolverà un delitto a teatro per “Il giallo del lunedì”

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PISA. Franco Gigliotti dopo una vita di lavoro ha scoperto il piacere di scrivere romanzi gialli. Ed è anche prolifico. Quasi uno ogni anno. Ne ha scritti cinque e il sesto uscirà a giugno. Il protagonista di tutti i libri è Lorenzo Lupi, colonnello dei carabinieri in pensione. "Durante una missione viene gravemente ferito - spiega Gigliotti - e da capitano, ormai prossimo alla pensione, viene messo in congedo col grado di colonnello". Ma quando accade il delitto difficile da risolvere, è la stessa Arma che lo richiama, che gli chiede una speciale consulenza al punto che il colonnello in pensione prende in mano le indagini fino a smascherare l'identità dell'assassino. E sarà anche così per il racconto "Omicidio all'opera" che uscirà domani per la serie "Il giallo del lunedì".

Il percorso letterario di Franco Gigliotti è abbastanza originale. Nato a Livorno, nel 1973 si trasferisce a Modena dove apre un'Agenzia di servizi e spazi pubblicitari. E fonda il giornale sportivo "Forza Modena". Scrive articoli di sport e, nel frattempo, legge molto, soprattutto libri gialli e noir. Quando arriva l'ora della pensione lascia l'attività ai figli e si ritira a Castellina Marittima, paese dei genitori della moglie. Un posto ideale per passeggiare fra i boschi e abbastanza vicino al mare labronico.

Ma - domandiamo - come comincia l'avventura della scrittura? "Ho frequentato un corso di scrittura creativa nato da un’idea del fondatore del “Teatro del Tè”, Claudio Neri e patrocinato dal Comune di Castellina, con insegnante il poeta e scrittore Alessandro Scarpellini. Prima di frequentare il corso, avevo scritto solo poesie e articoli sportivi, ma mai avevo sperimentato un racconto. Così, dopo avere imparato le tecniche di scrittura, ho accettato la sfida. Mi sono detto: perché non provarci? Il primo libro è intitolato "La scarpa" e l'idea nacque durante una passeggiata con mia moglie. Ricordo che mi fermai ad una panchina e trovai una scarpa vecchia che la mia fantasia fece diventare nuova. Così nacque l'idea, ma per tutto il resto non avevo in mente nient'altro. A quell'idea ho associato la figura del colonnello Lupi, in pensione come me. Ho cominciato a scrivere, a legare un capitolo ad un altro, a dare un senso logico a tutta la storia fino a giungere alle pagine finali».

Chi scrive un giallo, in genere, ha già in mente buona parte della trama e, spesso, anche il finale. Gigliotti, invece, quando comincia a scrivere parte da un'idea che si sviluppa man mano che lui stesso accumula una pagina dietro l'altra. «In questo senso - spiega Gigliotti - mi sento uno scrittore atipico. Seguo una struttura logica, ma mi basta avere un'idea per lavorarci intorno. Mi aiuta la scelta del personaggio principale: l'investigatore è in pensione come me e come me vive a Castellina, abbiamo molte cose in comune».

E qual è stata l'idea che ha animato "Omicidio all'opera?". «Faccio parte della corale castellinese e nel nostro repertorio abbiamo "La Cavalleria rusticana". Ci siamo esibiti cantando l'opera completa e da qui è nata l'idea di scrivere un racconto giallo».

In passato, Gigliotti aveva già scritto dei racconti gialli, ma la sua preferenza è andata ai romanzi «perché mi sento più a mio agio nella forma lunga. Considero i miei libri dei gialli leggeri, soft che mi piace definire "morbidi". Soltanto uno è un thriller».

Lo scrittore definisce anche il suo modo di narrare: «Ciò a cui cerco di puntare è una scrittura scorrevole, senza inciampi in modo che il lettore possa trascorrere del tempo in modo gradevole».

Gigliotti ha un suo sito in cui si possono leggere i primi tre capitoli di ogni libro, in cui si può sapere com'è nato il personaggio del colonnello in pensione e altre curiosità. «Mi scrivono numerosi lettori a cui rispondo. Un anno che ho rallentato, in molti mi hanno chiesto che fine avesse fatto il colonnello, ma l'investigatore si era preso solo una pausa…».

Giovanni Parlato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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