Attenzione
Senza casa e lavoro, minaccia di darsi fuoco
Disoccupato annuncia: «Domani mi incatenerò al Comune e porterò una tanica di benzina»
PISA. Domani Gennaro Russo, disoccupato ed invalido, si incatenerà di nuovo davanti al Comune con tanto di tanica di benzina se non gli arriveranno, come promesso dagli assistenti sociali della Asl5, un busto ortopedico, un paio di occhiali ed i buoni per acquistare un paio di scarpe.
«La Asl me li ha promessi due mesi fa – dice Russo – ma ad oggi non mi hanno dato nulla e continuo a vivere nella mia auto in via Quarantola».
Russo è napoletano, è a Pisa da 3 anni dove è arrivato per cercare lavoro come muratore specializzato. Ha 56 anni ed a paura a dormire nella sua auto in mezzo a spacciatori e tossicodipendenti.
La sua è una storia di ordinaria miseria. Russo già due mesi fa scelse la via della protesta plateale per denunciare la sua condizione incatenandosi a una colonna delle logge di Palazzo Gambacorti.
«Portate le telecamere perché questa volta mi darò fuoco se non mi danno quanto mi hanno promesso», avverte Russo.
Due mesi fa, sfidando il gelo e la pioggia, si avvolse la catena alla vita e decise di iniziare uno sciopero della fame fino a quando non fosse stata esaudita la sua unica richiesta: parlare con il sindaco Filippeschi.
La sua storia è purtroppo una come tante, come troppe: operaio edile «specializzato nel ristrutturare case antiche», ha perso il lavoro ed è troppo “vecchio” per trovarne uno nuovo ma troppo giovane per la pensione.
«Se avessi la casa potrei fare qualche lavoro ma non ho neppure quella», spiega Russo che da tre anni vive di stenti, dormendo nella sua automobile.
«Chiedo solo che mi sia data la possibilità di provvedere a me stesso. Gli assistenti sociali mi dicono che devo trovarmi un lavoro, non ho reddito, quindi non posso andare nelle case popolari, e in dormitorio non ci voglio tornare. Ho il 35% di invalidità e, dormendo in macchina, mi sono rotto la schiena».
I casi come quello di Russo si stanno moltiplicando purtroppo. Il Comune e l’assistenza territoriale sociale fornita dalla Asl 5 fanno di tutto in un periodo di vacche magrissime. «Purtroppo di casi come questo ce ne sono molti - disse Ylenia Zambito, assessore alla casa già due mesi orsono - ma senza un reddito anche minimo non si può accedere alle case popolari, noi abbiamo la facoltà di assegnarne 5 nei casi più disperati ma abbiamo già 70 richieste e in molti casi si tratta di famiglie intere».
Zambito allertò prontamente i servizi sociali che hanno in carico decine e decine di casi drammatici.
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
