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Roberta, il superteste condannato per furto

Roberta, il superteste condannato per furto

Sentenza di 3 anni a carico di Loris Gozi per aver rotto il finestrino di un’auto e aver rubato un computer portatile L’ARTICOLO COMPLETO SUL GIORNALE IN EDICOLA

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PISA. Tre anni. È la condanna inflitta ieri mattina (venerdì)  in Tribunale a Loris Gozi, il teste chiave dell'inchiesta sulla scomparsa di Roberta Ragusa. L'uomo, 36 anni, ha raccontato agli inquirenti di aver visto per ben due volte, la notte della sparizione della titolare dell'autoscuola "Futura", il marito della donna, Antonio Logli, in un'ora in cui l'uomo ha sempre detto di essere a letto a dormire. Ieri mattina Gozi è stato giudicato per un furto avvenuto cinque anni fa in centro.

Secondo l'accusa, rappresentata anche in questo caso dal pm Aldo Mantovani, il sostituto che dirige l'indagine sul mistero di Gello, Gozi avrebbe spaccato il finestrino dell'auto di una turista, parcheggiata in una via del centro, portando via un computer portatile. Il giovane, 36 anni, giostraio, origini reggiane, appartenenza all'etnia sinti, era stato denunciato per furto pluriaggravato dalla violenza sulle cose e l'esposizione alla pubblica fede. Gozi non era in Tribunale non c'era; c'era il suo legale, l'avvocato livornese Massimo Gambacciani. Il dibattimento si è tenuto davanti al giudice monocratico Donato D'Auria, che ha condannato il giostraio oggi al centro del caso Ragusa alla pena di tre anni di reclusione.

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