Sicurezza
Nominato curatore per gestire i beni della donna sparita
PISA. Il Tribunale ha nominato un curatore degli interessi di Roberta Ragusa, l'imprenditrice scomparsa dalla sua casa di Gello di San Giuliano nella notte fra il 13 e il 14 gennaio del 2012. Si...
PISA. Il Tribunale ha nominato un curatore degli interessi di Roberta Ragusa, l'imprenditrice scomparsa dalla sua casa di Gello di San Giuliano nella notte fra il 13 e il 14 gennaio del 2012. Si tratta dell'avvocato Stefano Borsacchi, nominato, nell'interesse dei figli minori, curatore di persona scomparsa La richiesta è stata avanzata da Antonio Logli - marito della donna svanita nel nulla ed unico indagato per questo mistero, con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere - alla sezione civile del Tribunale di Pisa nel dicembre scorso e la nomina dell'avvocato Borsacchi risale al mese di febbraio. La nomina è stata firmata dal dottor Franco Piragine.
«Si tratta di una procedura prevista dalla legge – spiega il presidente del Tribunale, Salvatore Laganà - che serve a individuare una figura terza che possa rappresentare gli interessi di una persona scomparsa e dei suoi eredi minorenni. E questo atto può essere richiesto sia dalla procura che conduce le indagini sia da altre persone. È stato Logli a farlo e ne aveva pienamente diritto».
In genere la nomina riguarda il coniuge o un familiare vicino alla persona che è scomparsa. Non, però, nel caso in cui ci siano indagini a suo carico; in frangenti del genere, si ricorre, come in questo caso, ad una nomina esterna e alla scelta del magistrato che si occupa del caso. Da qui la nomina dell'avvocato Borsacchi, che curerà da ora in avanti gli interessi della signora Ragusa.
«Quello di Antonio Logli è stato un gesto fatto esclusivamente per tutelare la moglie e i suoi interessi, anche di fronte al proliferare di possibili moventi di tutta questa vicenda» spiega Roberto Cavani, avvocato difensore di Logli. «Il mio assistito – aggiunge il legale - ha seguito un mio consiglio e ha ritenuto opportuno richiedere la nomina di un professionista per tutelare i beni di Roberta, anche in relazione all'attività dell'autoscuola di cui la donna era ed è uno dei legali rappresentanti. Un atto di grande correttezza e trasparenza di fronte all'attività della Procura e al rincorrersi di voci incontrollate, e spesso calunniose, circa possibili moventi che starebbero alla base di questa storia tristissima».
Alla donna della quale non si sa più nulla da ben quindici mesi, infatti, è intestata l'autoscuola di famiglia, la "Futura", una sas, società in accomandita semplice, in cui Roberta è socio accomandatario e il marito, Antonio, e il suocero, Valdemaro, sono soci accomandanti; è proprietaria, inoltre, di numerosi beni di famiglia, in comune con il marito, e titolare sempre con lui di alcuni conti correnti a doppia firma, che in assenza di uno dei due intestatari, ad esempio, non si possono chiudere, per quanto si possa prelevare parte del capitale. Un atto insomma dovuto ed abbastanza di routine, che permette alla famiglia Logli di proseguire nella vita di tutti i giorni e di portare avanti il proprio lavoro, soprattutto in seno all'azienda di famiglia.
L'impressione è che Antonio sarà ascoltato solo a fine indagine, e dunque non si può escludere che per sapere la sua vertità ci sia da aspettare ancora molto. Addirittura, forse, un anno.(c.v.)
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