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Pisa

«Misericordia da commissariare»

«Misericordia da commissariare»

Appello dei Cobas che invocano un piano industriale. Pagata parte degli stipendi

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PISA. «La Misericordia va commissariata e serve un piano industriale che manca da un anno nonostante le tante promesse».

I Cobas rimettono al centro della vertenza l’assenza di azioni capaci di far uscire la Confraternita dalla crisi finanziaria in cui è sprofondata. E si appellano anche al prefetto. L’ultimo incontro in Provincia, convocato dall’assessore al Lavoro, Anna Romei, non ha portato contributi significativi. Anche se il pagamento degli stipendi arretrati procede quasi con regolarità.

«Per un anno abbiamo chiesto un piano industriale di rilancio della Misericordia, con il personale avanzato proposte concrete ma inascoltate atte alla riorganizzazione del personale e al potenziamento dei servizi – afferma Federico Giusti dei Cobas –. Il manager Orvietani e il Governatore Marchetti (Governatore ombra visto che si è visto solo in un paio di occasioni) intendono salvare la Misericordia senza lavoratori e servizi, senza affittare gli immobili inutilizzzati della sede del Cep? È forse questo il mandato loro conferito dall’Arcivescovo?»

Secondo il sindacato la dismissione di servizi e la riduzione ai minimi termini della partecipazione della Misericordia pisana alle convenzioni del trasporto sociale e di quello sanitario, non vanno nella direzione auspicata. Prosegue Giusti: «Un’autentica presa di giro, non troviamo altro modo di definire l’atteggiamento dei vertici di Misericordia e dello stesso Arcivescovo che hanno sempre negato di volere adottare il piano Falorni (quello che prevedeva il licenziamento della metà di personale), quando poi nella realtà dei fatti lo hanno solo tenuto nel cassetto paventando un progetto di rilancio che non hanno mai voluto costruire pensando solo alla dismissione di servizi e personali, senza fare luce e chiarezza sulle responsabilità di chi ha portato Misericordia al dissesto finanziari o, anzi, stendendo un velo di silenzio sulle scelte degli ultimi anni».

In questi mesi le istituzioni locali si sono attivate per aiutare Misericordia a superare la crisi, perfino la Società della salute ha atteso la Misericordia prima di stipulare la convenzione sul trasporto sociale. «Questa disponibilità è stata ripagata dai vertici della Confraternita con un mare di inconcludenti parole finalizzate solo a vendere fumo» ribadiscono i sindacati. (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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