Sicurezza
Crm, nessuno dei 23 operai ha più trovato un lavoro
PISA. Sembra non avere fine l’epopea dei lavoratori del Crm, la ditta che gestiva in appalto la logistica dello stabilimento pisano della Saint-Gobain, che ora chiedono che vengano rispettate le...
PISA. Sembra non avere fine l’epopea dei lavoratori del Crm, la ditta che gestiva in appalto la logistica dello stabilimento pisano della Saint-Gobain, che ora chiedono che vengano rispettate le promesse di ricollocazione fatte dalle istituzioni e dall’azienda.
«Sono 23 i lavoratori della Crm ancora in mobilità – spiega Federico Giusti dei Cobas – ma tra qualche mese non potranno più usufruire di alcun tipo di ammortizzatore sociale e resteranno senza lavoro e senza reddito».
Nel novembre del 2010, infatti, durante un incontro al ministero del Lavoro tra la direzione della Crm, la Provincia e il Comune di Pisa, l’azienda dichiarò la fine dell’attività e venne attivata la cassa integrazione per i dipendenti per 24 mesi, con scadenza il 1 novembre 2012.
In quell’occasione le istituzioni locali e la Saint-Gobain si impegnarono per la ricollocazione degli operai di Crm, ma ad oggi nessuno dei 23 lavoratori ha trovato lavoro.
«Le promesse fatte sono state disattese – dice Giusti – ed assistiamo ad un vero e proprio collasso dell’apparato industriale nella zona di Porta a Mare. Dove sorgevano i capannoni industriali, oggi ci sono ipermercati e centri commerciali e nessun lavoratore della Crm è stato inserito in queste nuove realtà. L’impegno del sindaco era stato proprio quello di ricollocare questi lavoratori nelle aziende di Navicelli».
« Vogliamo - continua ancora il rappresentante dei Cobas - che venga aperto un nuovo tavolo di trattativa con l’azienda e le istituzioni al quale partecipi anche la nostra rappresentanza sindacale e che si ponga come ordine del giorno la questione del ricollocamento di questi 23 operai».
Ma i problemi sollevati dai Cobas non finiscono qui. «Inoltre sappiamo che la Saint-Gobain continua ad assumere personale interinale - aggiunge Federico Giusti - e la direzione provinciale del lavoro deve fare tutti gli accertamenti perché potremmo trovarci di fronte ad una grave violazione delle normative».
«Non stiamo chiedendo niente di più di quello che è stato messo nero su bianco – dicono gli operai – che è l’impegno a trovarci un posto di lavoro. Tra di noi c’è gente con famiglia e figli e qualcuno si è ridotto ad andare alla Caritas per mangiare».
Antonio Saggese
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