Sicurezza
Si inventa una scusa e truffa una barista a Pontasserchio
PONTASSERCHIO. Sicuro di sé, spavaldo, ma anche di notevole fantasia al punto da incentrare le proprie truffe su argomenti diversi da quello consueto dell’anticipo richiesto per la consegna di un...
PONTASSERCHIO. Sicuro di sé, spavaldo, ma anche di notevole fantasia al punto da incentrare le proprie truffe su argomenti diversi da quello consueto dell’anticipo richiesto per la consegna di un pacco.
Il truffatore dei pubblici esercizi forse nel timore di essere uscito un po’ troppo dall’anonimato ha deciso di cambiare strategia nel corso di una truffa andata a buon fine in un bar di Pontasserchio.
Questa volta si è rivolto alla titolare chiedendo espressamente notizie di un suo dipendente che non riusciva a rintracciare per alcuni dettagli di una commissione urgente che doveva sbrigare per suo conto.
La titolare prende a cuore il problema e nel tentativo di essergli di aiuto digita il numero del cellulare del suo dipendente mentre nel bar il momento è caotico per la notevole presenza di clientela. Dopo i primi due squilli andati a vuoto, il truffatore si offre di continuare personalmente la telefonata per concedere alla donna l’opportunità di occuparsi della clientela, ma in realtà chiude la comunicazione e improvvisa un dialogo pressoché inesistente. A voce alta fa capire che per fargli quel favore e sbrigare la relativa commissione alla posta ha bisogno di 100 euro. E sempre con tono sostenuto fa finta di ricevere istruzioni affinché gentilmente il datore di lavoro anticipi tale somma per l’evenienza che si è venutasi a creare.
La titolare, sentiti i toni della conversazione, si convince della buona fede del soggetto e decide di anticipare la somma a titolo di cortesia. Un “grazie” e un largo sorriso prima di un saluto conviviale, poi l’inevitabile beffa viene con tutti i retroscena quando nel turno serale il dipendente menzionato riferisce di essere totalmente all'oscuro di quanto accaduto.
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