Italia
Lavoro gratis? No, quello sullo stadio è solo un corso
PISA. Lavorare gratis. O, peggio, pagare per lavorare. È la nuova piaga del precariato, alimentata anche dalle pubbliche amministrazioni che sempre più spesso cercano professionisti a titolo...
PISA. Lavorare gratis. O, peggio, pagare per lavorare. È la nuova piaga del precariato, alimentata anche dalle pubbliche amministrazioni che sempre più spesso cercano professionisti a titolo gratuito.
Ma questa piaga non riguarda il corso per geometri che si sta svolgendo a Pisa, organizzato dalla Geosport, l'associazione sportiva italiana dei geometri che si occupa dell'organizzazione di eventi sportivi e di formazione nell'ambito dell'impiantistica sportiva: è, come dice il nome, un corso, e non una forma di lavoro nascosto (e non pagato).
L’equivoco nasce da un’iniziativa dell’Inarsind, un sindacato di ingegneri e architetti liberiprofessionisti. Da diversi anni - lamenta il sindacato - varie amministrazioni pubbliche si ingegnano per recuperare lavoro professionale a basso costo o addirittura gratuito con le più svariate motivazioni e modalità. Una prassi scorretta che viola il principio fondamentale previsto in Costituzione della remunerazione del lavoro. Il Comitato Nazionale di Inarsind ha quindi deciso di costituire, su facebook, un Osservatorio sulla regolarità dell’attribuzione degli incarichi per progetti di opere pubbliche in modo da raccogliere le segnalazioni del maggior numero di colleghi possibili e conseguentemente avviare le procedure di contestazione alle autorità competenti.
E nei giorni scorsi Repubblica ha ripreso questa iniziativa, nella quale viene citato, fra i casi presi in esame, il corso “Lo stadio...l'opportunità. Il ruolo del geometra nell'ambito della multidisciplinarità” organizzato dalla Geosport a Pisa. Definito «il caso estremo», in cui , «secondo bando del Comune di Pisa», i 150 giovani prescelti pagano una quota di iscrizione ai corsi pari a 600 euro cadauno, Iva esclusa. Ma l’esempio scelto, in questo caso, è sbagliato perché manca la base su cui esso si appoggia.
Infatti il presunto bando comunale per la realizzazione del nuovo stadio non esiste. E infatti la Geosport annuncia battaglia: quello che si sta svolgendo a Pisa è un corso e non la partecipazione a un concorso pubblico. E gli elaborati dei geometri partecipanti al corso sono esercitazioni, non formulazioni di progetti finalizzati alla costruzione di un immobile.
La Geosport è stata chiarissima in sede di presentazione dell’iniziativa, e anche quando ha risposto alle critiche dell’Ordine degli architetti che adombrava la possibilità di un’”invasione di campo” dei geometri sul piano delle competenze che spettano invece per legge agli architetti: «Quello in svolgimento - spiegarono gli organizzatori al Tirreno - è un corso di formazione professionale il cui obiettivo non è quello di fornire il progetto della nuova “Arena” ma offrire ai partecipanti un percorso formativo, che alla fine produrrà degli elaborati che saranno messi gratuitamente a disposizione della città». Sta di fatto che i partecipanti al corso pagheranno complessivamente 90 mila euro per svolgere esercitazioni che forniranno il lavoro di base per la progettazione dell’ipotetico futuro stadio di Pisa firmato da Zavanella. E se l’ipotesi diventasse realtà?
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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