La protesta
Avvocati, praticanti in calo e tanti legali si cancellano
L’anno scorso in 23 hanno lasciato la toga, nel 2011 si ritirarono in 33. L’ARTICOLO COMPLETO SUL GIORNALE IN EDICOLA
PISA. Appendono la toga al chiodo prima ancora di averla indossata. Conta la crisi, per carità. Ma anche i clienti che non pagano incidono sulla scelta di mollare aule e codici. E poi quella concorrenza tra professionisti sempre più con il coltello tra i denti finisce per demoralizzare i neo laureati in legge. Dopo anni di studi e sacrifici, compreso il praticantato gratuito o al massimo retribuito a discrezione del dominus dello studio sancito dalla riforma forense, la professione dell'avvocato appare sempre più in salita. Sarà affascinante quanto si vuole, ma quando un giovane si misura con il mercato capisce che se non ha alle spalle uno studio avviato, le probabilità di realizzarsi nella professionale rasentano lo zero.
Nel 2012 il registro dei praticanti ha avuto una flessione di iscritti del 19 per cento. Se si considerano le 130 iscrizioni nel 2008, il calo è ancora più evidente e sempre costante arrivando agli 87 dello scorso anno. Chi si iscrive poi spesso ci ripensa. E si cancella. L’ultimo dato è di 39 cancellazioni. Il boom fu nel 2011 con 53 addii al registro dei praticanti. Il presidente dell'Ordine degli avvocati, Rosa Capria, dice: "Questa professione non dà più lavoro"
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