Il Tirreno

Pisa

litorale »COME CAMBIA

litorale »COME CAMBIA

CALAMBRONE. Quando due anni fa cominciarono i lavori, tutta l’area era in grave stato di abbandono. In questi spazi, si erano accampati dei nomadi e quando cominciarono i lavori di scavo «abbiamo...

2 MINUTI DI LETTURA





CALAMBRONE. Quando due anni fa cominciarono i lavori, tutta l’area era in grave stato di abbandono. In questi spazi, si erano accampati dei nomadi e quando cominciarono i lavori di scavo «abbiamo trovato di tutto - dicono in cantiere - perfino carcasse di macchine sotto terra. Era stata fatta una gran buca dove gettavano carcasse d’auto e ferri vecchi».

La chiesa era completamente degradata, pioveva dal tetto, negli edifici abbandonati trovavano riparo senzatetto e stranieri. Adesso l’area ha cambiato volto e la Sovrintendeza alle Belle Arti ha voluto che gli edifici esistenti fossero recuperati come erano un tempo. Infatti, quando fra gli anni 1930 e 1934 furono costruite le sette colonie a Calambrone, l’attuale Eliopoli, si chiamava Centro Servizi perché qui si trovava l’organizzazione gestionale e tecnica.

Nella villetta che si può vedere dalla strada ed ora in fase di ristrutturazione, abitava il direttore di tutte le colonie, mentre nell’edificio che viene chiamato ex conventino c’erano gli uffici che gestivano le colonie oltre ad un’astanteria che faceva da supporto sanitario e in cui venivano ricoverati i bambini colpiti da malattie contagiose. La chiesa era il punto di riferimento per le funzioni religiose anche se ogni colonia aveva la sua cappellina. C’era anche l’autorimessa e una lavanderia, Inoltre, era stata costruita una centrale termica avveniristica per quei tempi: i tubi sotto terra raggiungevano le colonie che servivano tutta la Toscana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web