Attenzione
L’Imu porta un “tesoretto” di 46 milioni
Stima più che raddoppiata rispetto ai 22 milioni dell’Ici nel 2012. Previste maggiori entrate anche con la Tares
PISA. Un’impennata di quasi il 60 per cento. Rifiuti e mattone nel 2013 porteranno nelle casse comunali quasi 70 milioni di euro rispetto ai 43 calcolati nel 2012.
Sono le previsioni di bilancio di Palazzo Gambacorti su quelli che rappresentano i pilastri delle entrate: Imu e la futura Tares o, se vogliamo, l’ex Tarsu. Gli incassi derivanti da immobili e spazzatura sono i polmoni finanziari sui quali le amministrazioni reggono il loro bilancio.
Dall’Ici all’Imu. Scorrendo le previsioni di entrata balza agli occhi il raddoppio del gettito dell’imposta che grava sulle abitazioni. Se nel 2012 con l’Ici la stima di incasso era di 22,4 milioni di euro, per l’anno in corso gli uffici prevedono di incamerare almeno 46 milioni di euro. Con una novità di rilievo: il gettito proveniente dall’abitazione principale resta per intero nelle casse comunali.
Immondizia. Lieve l’aumento dell’introito per quella che sarà la Tares. Il conto Tarsu nel 2012, sempre a livello di previsione, era di 18,5 milioni di euro. Per il 2013 la stima è di oltre 21 milioni. Un importo a cui va aggiunta l’imposta per i servizi indivisibili (sicurezza, illuminazione e manutenzione delle strade) che è di 2 milioni di euro. La quota di incremento si attesta sul 25 per cento.
La riscossione. Quando si parla di tasse e imposte il pensiero corre verso al Sepi, il braccio operativo del Comune per gestire la riscossione di tributi, multe e vari balzelli locali. A Palazzo Gambacorti hanno analizzato le entrate e si sono resi conto che l’Imu e la Tares porteranno circa 28 milioni di euro in più rispetto a Ici e Tarsu. E visto che, al di là dei volumi più ampi, l’attività amministrativa è sempre quella dell’epoca Ici e Tarsu, hanno deciso di ridurre l’aggio praticato dalla Sepi nella fase di recupero del credito. Che per la Società Entrate Pisa Spa costituisce la fonte del suo sostentamento, la cui quota non subirà impoverimenti.
Spesa da contenere. La giunta guidata dal sindaco Marco Filippeschi spiega così la riduzione dell’aggio: «Si rende imprescindibile adottare misure di contenimento delle spese, anche in relazione alle attività svolte tramite le società strumentali che, per parte loro, sono chiamate a concorrere alle riduzione dei propri costi di gestione al pari delle pubbliche amministrazioni controllanti».
Multe al top. Nella riscossione il tasso più alto riconosciuto alla Sepi viene mantenuto per le sanzioni amministrative e al codice della strada: 10,5 per cento.
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