Sicurezza
I rischi nell’uso delle armi. Proposte al convegno in Provincia
Confronto su leggi e prospettive alla luce dell’eccidio in una fabbrica di Massarosa a opera di un dipendente in cura psichiatrica
LUCCA. Provincia e Comune di Lucca, medici e psicoterapeuti, avvocati e Forze dell'Ordine e addirittura produttori di armi si sono riuniti oggi a Palazzo Ducale, in occasione del convegno intitolato “Sicurezza nell'uso delle armi da fuoco”, organizzato dall'Associazione Ognivolta onlus insieme a Provincia e Comune di Lucca, con la collaborazione della Fondazione Banca del Monte e degli ordini dei medici, degli psicologi e degli avvocati di Lucca. Il convegno si è aperto con i saluti delle autorità, dopodiché le senatrici Marilena Adamo e Manuela Granaiola hanno parlato del disegno di legge sulle modifiche alla normativa per la concessione del porto d'armi e la detenzione di armi da fuoco. A seguire si sono tenute due tavole rotonde, una sullo scenario degli interessi per la sicurezza nell'uso delle armi da fuoco, l'altra sulle leggi relative all'idoneità al possesso delle armi.
Promotore del convegno l'associazione “Ognivolta onlus”, nata nel 2012 per ricordare la morte di Luca Ceragioli e Jan Frederik Hilmer, le cui vite furono tragicamente spezzate il 23 luglio 2010 presso gli uffici di Gifas Italia a Massarosa, da un uomo che, sebbene sottoposto a cure psichiatriche, deteneva legalmente un'arma da fuoco. In memoria di Ceragioli e Hilmer, l'Associazione promuove e realizza iniziative mirate alla tutela dei diritti civili delle vittime e dei familiari di vicende connesse alla circolazione, alla detenzione legale e all'abuso delle armi da fuoco.
Recentemente anche la I e la VII Commissioni consiliari della Provincia hanno dibattuto la questione insieme alle fondatrici dell'Associazione. Il 26 marzo scorso, infine, la discussione è approdata in Consiglio provinciale dov’è stata votata all'unanimità la mozione con cui maggioranza e opposizione hanno dichiarato la propria disponibilità ad impegnarsi nella promozione di una cultura della difesa che tenga nel giusto conto i rischi legati alla detenzione delle armi da fuoco.
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