Sicurezza
Una galleria all’aria aperta Ozmo dipinge sulla via Ostiense
PISA. Gionata Gesi, in arte Ozmo, writer di livello internazionale, è tra gli artisti che hanno trasformato il sottopasso di via Ostiense a Roma in una enorme galleria di street art. Il progetto è...
PISA. Gionata Gesi, in arte Ozmo, writer di livello internazionale, è tra gli artisti che hanno trasformato il sottopasso di via Ostiense a Roma in una enorme galleria di street art. Il progetto è stato ideato dal gallerista romano Stefano Antonelli che ha coinvolto un gruppo di artisti italiani considerati tra i migliori street artist al mondo: oltre a Ozmo, il milanese Moneyless (Teo Pirisi), la bolognese Martina Merlini, il romano Andreco, il newyorkese Gaia, il cagliaritano Tellas e 2501 (pseudonimo del milanese Jacopo Ceccarelli). “Il progetto – dichiara Antonelli – è stato realizzato in collaborazione con XI municipio di Roma, che aveva chiesto di trasformare alcune zone degradate della città, e le ferrovie dello stato. In particolare interessava il sottopasso di via Ostiense, il ponte della ferrovia che sorge sul grande snodo a due passi dalla piramide Cestia in cui transitano una gran quantità di macchine e autobus. Le opere che sono state realizzate rappresentano un caso straordinario per la street art che in genere appartiene più alla periferia. Alcuni soggetti scelti dagli artisti sono stati influenzati dalla presenza nelle vicinanze del cimitero acattolico, detto anche cimitero degli Inglesi, dove sono sepolti Antonio Gramsci, Percy Shelley e John Keats”. Il risultato è la combinazione del ritratto di Keats di Martina Merlini con i cerchi che rappresentano la natura nel linguaggio di Moneyless, figure di animali, strutture grafiche, una grande opera composta dalla terra di Andreco e dalle forme di Tellas. Nel sottopasso Ozmo ha realizzato i ritratti di Gramsci e di Shelley, completando così il lavoro di Martina Merlini, ma anche l’opera “Each angel is terrifying”. “In questo caso - spiega l’artista pisano - ho sfruttato la lampada nel sottopasso per contestualizzare l'opera (il tarocco n. 14, la temperance) riferendomi alla celebre frase del poeta austriaco Rainer Maria Rilke: ogni angelo è terrificante. Spesso faccio prendere un tarocco a caso dal mio mazzo e quello che esce lo disegno sul muro. Studio i simboli, e nello specifico i tarocchi da molti anni, e la mia ricerca è basata sulla tradizione dell'uso delle immagini e dei simboli”. Gionata Gesi ha studiato all’accademia di belle arti di Firenze e dai primi anni novanta si è dedicato sulla pittura e sul writing. Nel 2001 l’artista si trasferisce a Milano, dove lavora nelle gallerie ma anche in spazi pubblici con il nome di Ozmo. Con un piccolo gruppo di amici fa nascere la street art italiana. A Milano firma interventi monumentali in centri sociali e spazi alternativi. Tra i progetti dell’artista pisano un’opera pubblica di oltre 300 mq nel centro storico di Danzica in Polonia e l’intervento Big Fish Eats Small Fish realizzato a Londra. Nel dicembre scorso Ozmo ha realizzato un affresco al centro espositivo Sms di Pisa sull’Orlando furioso.
Daniela Salvestroni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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