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Quell’eterna ricerca di Pizzaballa

Quell’eterna ricerca di Pizzaballa

Fa tappa a Pisa il Panini tour, padri a caccia di figurine con la scusa dei figli...

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PISA. Una giornata per ritrovare il piacere antico e sempre nuovo della scoperta. Per qualche ora banditi smartphone e tablet, si torna all'analogico, alla carta, meglio ancora se con un lato adesivo e raffigurante i calciatori. Ha riscosso successo la tappa pisana del Panini Tour, l'appuntamento promosso dalla celebre casa editrice che in giro per l'Italia fa incontrare gli appassionati delle mitiche figurine. Superate le cinquanta presenze solo nella mattinata: «Quasi tutti genitori con figli – spiegano Simona e Francesca, curatrici dello stand - ma (come era facile immaginare) spesso i figli sono una scusa, sono i genitori che si divertono di più». Ci sediamo con Fabiano Luschi, davanti ha il mazzo di doppioni e la lista d'ordinanza di quelle mancanti: «Me ne mancano 79, sono a buon punto, l'album completo sono più di 700». Il figlio si è allontanato con la madre e la nostra chiacchierata scivola presto nei ricordi: «Ho cominciato quando avevo dieci anni, quindi sono trent'anni che faccio gli album. Prima con mio figlio più grande, adesso con il piccolo. È un passione che condividiamo e ci fa stare insieme». Gli chiediamo come sono cambiati gli album nel tempo e le sorprese non mancano: «Sono diventati più grandi, adesso ci sono le formazioni primavera, le leghe minori, le regole del gioco. Poi non esistono più i casi alla Pizzaballa (portiere dell'Atalanta la cui figurina fu introvabile per anni), adesso la stessa azienda ti manda quelle mancanti. Come non ci sono più le “valide”, cioè quelle che davano diritto a premi, ma in compenso ci sono gli album dei mondiali e degli europei e ci sono le integrazioni con il calciomercato invernale». Insomma sembra che sia cambiato molto, ma è rimasto intatto il piacere della scoperta, il gioco della ricerca e dello scambio. E gli appuntamenti per scambiarsi i doppioni non mancano: oltre al Panini Tour è facile trovare bancarelle dedicate in ogni mercatino rionale. Come conferma Simone Contiero: «È bello trovare altri appassionati e condividere l'emozione dello scambio». Mentre la piccola Elena rivendica il diritto di attaccare le figurine appena trovate ancora Simone ci racconta questo mondo che non è stato scalfito dalla tecnologia: «Vedo spesso nonni che girano per i mercatini con diverse liste in mano e cercano le figurine per i nipoti. È ancora un gioco divertente e unisce le generazioni».

Luca Lunedì

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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