La protesta
Mercatino in piazza Dante ma senza ambulanti locali
L’hanno organizzato due livornesi e gli espositori sono venuti da tutta Italia I promotori fanno capire di non aver trovato molta collaborazione tra i pisani
PISA. Ci volevano i livornesi e gli “stranieri” per far rinascere piazza Dante: ieri c’è stato il primo dei sei weekend programmati da qui a fine anno con mercatino artigiano ed esibizione di artisti di strada. L’appuntamento era organizzato dall’associazione labronica Itinera e ha visto la partecipazione di artigiani provenienti da tutta Italia (milanese il più lontano); ma i pisani mancavano. A rappresentare i colori locali c’era invece la compagine degli artisti, tra cui i ragazzi del liceo Russoli che hanno esposto le loro opere venerdì e quelli del Teatro Rossi Aperto che ieri hanno inscenato uno spettacolo per bambini. Boicottaggio, mancanza di tempo o altro?
Non rispondono volentieri due degli organizzatori, Alice Piazza e Giuseppe Roberto, perché non vogliono alimentare polemiche; ma alla fine otteniamo dalla prima «c’è un po’ di nonnismo» e dall’altro «quello dei mercatini è un business», ampiamente compensati dalle parole di Gabriele Pallesi (sempre di Itinera) che sposta l’attenzione sull’ottima accoglienza degli esercenti pisani e sull’apprezzamento del pubblico. Si capisce comunque che i circuiti che promuovono questo genere di manifestazioni sono più interessati a vendere lo spazio fisico su cui il commerciante allestisce lo stand, senza preoccuparsi troppo della qualità degli oggetti venduti.
Al contrario, lo spirito con cui è nata questa iniziativa, “Piazza Dante in Arte”, è il sostegno al vero artigianato e alla vera arte di strada, perché «in Italia non esistono quasi più ed è un peccato dal punto di vista culturale, senza contare che queste attività rappresentano anche un lavoro» spiegano gli organizzatori. Lo confermano alcuni degli espositori: Stefano di Piacenza, per esempio, che realizza gioielli con i semi e viene apposta in piazza Dante per raccogliere noci di cocco bonsai utilissime alle sue creazioni; non si aspettava di guadagnare sin dal primo giorno e considera la sua presenza come un investimento. Oppure Verusca di Firenze: «Niente polemiche; oggi ci rimetto, ma questo è un lavoro e il prossimo mese andrà meglio».
Una donna che è arrivata dall’Umbria la prende con meno filosofia: ha appena beccato una multa di 84 euro per divieto di sosta.
Ma com’è andata sul serio? I più contenti sembrano i titolari di bar: tavolini pieni di turisti che si godono una birra all’aperto; l’impressione è che la gente non sappia del mercatino, ma quelli che ci passano per caso si fermano volentieri.
Al secondo posto dei soddisfatti, i bambini: tra circo ambulante, pagliacci che gonfiano palloncini e giocolieri, la festa per i piccoli è assicurata; mentre gli artisti “lavorano a cappello”, cioè contano molto sulle offerte libere dei genitori. Jessica Convalle, di Itinera, spiega che sono stati distribuiti mille volantini: tra autofinanziamento e «il piccolo contributo» di alcuni esercenti, per questa volta il bilancio è non negativo.
Piazza e Pallesi non si arrendono: in controtendenza rispetto a una piazza che soffre (dal 29 maggio scorso con la chiusura della Sapienza gli affari vanno male per tutti) hanno aperto un negozietto proprio lì, il 2 dicembre. Qualcuno ha affibbiato loro l’etichetta di «pazzi che cominciano quando tutti gli altri scappano»; i due ci ridono sopra e rilanciano: «Nella crisi bisogna impegnarsi».
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