Il Tirreno

Pisa

L’avvocato-giallista e una nobile vedova come investigatrice

di Giovanni Parlato
L’avvocato-giallista e una nobile vedova come investigatrice

Domani sul Tirreno il racconto di Russo. Il delitto pare risolto ma l’anziana signora non si accontenta delle apparenze...

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PISA. Giampaolo Russo è un avvocato di 34 anni. «Il mio primo racconto lo scrissi a cinque anni, una storiella in dieci righe», dice sorridendo. Il tweet-racconto del piccolo Giampaolo è un piacevole ricordo, mentre non si è persa nel tempo quella sua continua curiosità di osservare le persone e poi prendere appunti. «A volte si vedono persone strane, dagli atteggiamenti particolari e nel computer ho raccolto decine e decine di appunti perché le loro storie potrebbero essere raccontate», continua Russo. Proprio Mathilde de Joyeux, chiamata la baronne, è una sorta di mosaico di più persone diventate personaggi negli appunti inseriti nel pc . «Ho il suo volto stampato davanti» dice l'avvocato-scrittore pensando al suo originale investigatore, una vedova che si è lasciata alle spalle ben quattro mariti (non solo nobili, ma anche ricchi). La baronne è convinta che in cella ci sia l'uomo sbagliato e sarà lei a scoprire la verità in "Amalia assassinata", il racconto che sarà pubblicato domani per la serie "Il giallo del lunedì".

«Per i miei lettori non è un personaggio nuovo - spiega Giampaolo Russo - in quanto la baronne è già inserita nel libro "L'assassino minacciato" in cui, tuttavia, ha un ruolo minore rispetto ai due investigatori, un antiquario e uno scrittore. Stavolta, ho scelto di dare a questo personaggio un ruolo più importante. La baronne è un personaggio non vincolato ai valori borghesi e conosce bene chi si autoaccusa dell'omicidio: lo considera un uomo borghese privo di fantasia e di spirito che non può avere architettato il delitto. Mathilde de Joyeux ha una sua personale idea delle persone borghesi, persone che hanno bisogno perfino della guida Michelin anche per viaggiare con la fantasia».

Un sarcasmo che serve all'autore per dare al personaggio femminile un'impronta forte. «Per il borghese, per l'uomo che si autoaccusa del delitto le convenzioni sono un punto di arrivo, mentre per lei sono un punto di partenza», spiega lo scrittore che aggiunge: «Questo le permette di vedere il mondo in un modo diverso, senza vincoli e barriere: e, da qui, la possibilità di scoprire la verità».

L'idea è buona: la scoperta del delitto avviene per una diversa concezione della vita e del mondo che ci circonda. Ed in questo contesto non c'è spazio per il classico carabiniere o poliziotto, il procuratore o il medico legale che ricostruisce le cause della morte. Il mondo poliziesco lascia spazio al mondo dell'alta società in cui, per esempio, la casa della baronne è "strabordante di opere d'arte e sontuose stoffe, manufatti in argento e preziose porcellane antiche".

Lo scrittore con cui parliamo è appassionato di cucina e di viaggi. Quando era studente universitario decise, a 21 anni, di andare a studiare a Parigi per quasi due anni. Un giovanissimo pisano che vive nella sua città provinciale si trova catapultato in una metropoli eppure, spiazzando, dice: «Non ho sentito grandi differenze». Segno di una mentalità che era già aperta a scuriosare fra altri mondi e altre persone, tant'è vero che Russo afferma: «Per me è stato un modo di capire e approfondire che in genere precede la scrittura». Così, nel tempo fra la passione per il viaggio e quella per la lettura e - soprattutto - quella di osservare le persone, prende corpo il primo romanzo "L'assassino minacciato". «Feci morire un professore dell'università di Pisa, per la verità era un assistente - racconta l'autore con una certa malizia nel sorriso - una persona indigesta e supponente».

Al libro sono seguiti alcuni racconti, «ma adesso mi sto allontanando dal giallo classico, per un genere più introspettivo e meno descrittivo di fatti. Ho scritto un romanzo sulla mondanità romana e, terminato da poco, la storia di un pianista sull'orlo del suicidio. Mi interessa capire come muta la vita e, in quest'ultimo libro, come può arrivare a spingere una persona sul baratro, a pensare di potere diventare l'assassino di se stesso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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